Rabbia a Lentate: “Tutti sanno. Nessuno agisce”
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La sensazione più brutta, a un mese di distanza dal disastro provocato dalla fuoriuscita del Seveso a Lentate, è quella di sentirsi completamente abbandonati e di non avere visto fare nulla che possa far sperare che quanto accaduto non ricapiti. “Sono tutti informati di tutto e hanno visto tutto, quelli di Aipo, quelli del Comune, quelli di Brianzacque, ma in un mese di distanza non si è visto nessuno al lavoro per evitare che si ripeta quello che è successo”, dice Laura Cè, che vive da quarant’anni in via Tintoretto, dove il fiume è uscito e ha invaso le case, provocando danni enormi, di decine di migliaia di euro per ciascuna famiglia colpita.
Poco più a valle, in via Petrarca, la situazione è ugualmente drammatica. Mara Cogo sta portando fuori ancora adesso mobili dalla sua casa, man mano che l’umidità risale dai muri e danneggia gli arredi dei vari locali. “Solo settimana scorsa, 3 settimane dopo l’evento, sono arrivati due ingegneri di Aipo a verificare la situazione delle sponde del Seveso, che è drammatica, sotto gli occhi di tutti. Da allora qui non si è visto nessuno intervenire”. L’unico intervento effettuato, appena poco più a valle, è la rimozione del ponte provvisorio di cantiere che era stato allesito per consentire i lavori delle vasche e che molti qui hanno indicato come una delle concause degli allagamenti, dato che con la piena aveva intrappolato molti detriti. Poi più nulla.
Tra le vie Tintoretto, Giotto, Colombo, Petrarca, Carlo Porta, ci sono famiglie che non hanno più una casa agibile e dormono da parenti o in albergo. C’è grande rabbia, soprattutto perché si sentono “completamente abbandonati”. “Qui abbiamo visto solo i volontari della Caritas Diocesana, a darci una mano i primi giorni e poi a lasciarci un deumidificatore industriale a noleggio per provare a salvare i muri”, racconta Laura. “Le assicurazioni rispondono picche, anche sulle automobili che abbiamo dovuto buttare, chiedono la copertura sugli eventi naturali, non basta quella sugli eventi atmosferici”.
“L’unica magra consolazione – aggiunge Mara da via Petrarca – è che una casa ancora ce l’abbiamo, anche se ogni giorno buttiamo via qualcosa, tutte le spese che stiamo sostenendo sono a carico nostro”. I residenti della zona hanno inviato Pec al Comune, ad Aipo, in prefettura, chiedendo di essere informati su quanto si sta facendo per rimettere in sicurezza le sponde del Seveso. Per evitare il ripetersi dell’ennesimo disastro “annunciatissimo”.

