Italiani bloccati a Socotra, previsto per domani il volo di rientro a Dubai…
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Il volo di rientro verso gli Emirati Arabi Uniti per il gruppo di italiani rimasti bloccati sull’isola di Socotra, in Yemen, è previsto per domani. Secondo quanto si apprende, i diretti interessati sono stati già avvertiti e la situazione al momento non presenta ulteriori problemi.
La vicenda, emersa ieri e fonte di allarme per le autorità italiane, a partire dalla Farnesina, che si è messa subito in contatto con i connazionali, sembra quindi avviarsi verso una risoluzione positiva. Nelle ultime ore, diversi media sono riusciti a parlare con i turisti italiani (soprattutto lombardi – bergamaschi e milanesi – oltre ad alcuni veneti). “Siamo fermi da alcuni giorni, ma siamo bloccati in una condizione di benessere” ha scritto su Facebook Antonella Di Censo, 51 anni di Sulmona, nell’Aquilano, nel gruppo di vacanzieri. La donna sarebbe dovuta rientrare in Italia il primo maggio ma è ancora lì assieme a una cinquantina di persone.
Da anni il sito Viaggiare Sicuri sconsiglia di recarsi sull’isola dell’Oceano indiano, considerata poco sicura per motivi politici: la guerra civile in corso in Yemen, nella cui giurisdizione Socotra rientra, rende estremamente pericoloso andarci. L’Ambasciata d’Italia a Sana’a ha sospeso le proprie attività fino a nuovo avviso. “Il motivo è prettamente politico, ma sull’isola tutte le situazioni di guerriglia che vengono mostrate in questi giorni e che rimbalzano sui social non si avvertono minimamente” ha chiarito Di Censo.
“Noi ci siamo fidati e ora siamo bloccati da una settimana” racconta un 40enne bresciano. Il gruppo era partito da Abu Dhabi il 23 aprile con l’unico volo settimanale che porta all’isola. Alla situazione complessa dal punto di vista geopolitico si è aggiunto il maltempo: “Non condizioni estreme, ma ufficialmente ci è stato detto che non si vola per il meteo. Non ci danno molte notizie, non sappiamo nulla” ammettono i vacanzieri, che riconoscono anche di aver effettuato una scelta azzardata. “Ma va detto che sono i tour operator, anche italiani, che organizzano i viaggi. L’aereo che ci ha portati qui era pieno e oggi sull’isola ci sono una novantina di turisti” racconta il bresciano. “Stiamo bene, ma l’attesa è snervante” aggiunge.

