Viaggi e intelligenza artificiale, cresce l’uso ma resta centrale il ruolo …
Affidabile. Sicuro. Dal 2012. Scambia Crypto Iscriviti per ottenere uno sconto sulle commissioni di trading!
L’intelligenza artificiale entra nelle abitudini di pianificazione dei viaggi degli italiani, ma non sostituisce il valore della consulenza umana. È quanto emerge da una ricerca quantitativa condotta da Evaneos su un campione di 1.000 italiani, rappresentativo di famiglie con figli, coppie senza figli e single.
L’adozione dell’AI si attesta ancora su livelli contenuti: solo il 29% degli intervistati dichiara di utilizzare chatbot per organizzare i propri viaggi. A trainare il fenomeno sono soprattutto le famiglie, che mostrano una maggiore apertura rispetto agli altri segmenti.
Proprio le famiglie con figli risultano il gruppo più incline all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, con una quota del 35% contro il 22% registrato tra coppie senza figli e single. Il dato si lega anche a una maggiore complessità nella gestione del viaggio: il 28% delle famiglie segnala un elevato carico mentale nella fase di pianificazione e individua nell’AI uno strumento utile per semplificare e velocizzare il processo.
Il principale vantaggio riconosciuto all’intelligenza artificiale è il risparmio di tempo, indicato dal 42% degli intervistati. Seguono la possibilità di ottenere rapidamente una panoramica delle offerte (34%) e l’accesso a nuove idee di viaggio (33%). Nonostante questi benefici, permane una forte esigenza di controllo: il 71% degli italiani dichiara di verificare comunque le informazioni generate dai sistemi AI.
Il fattore economico rappresenta un ulteriore elemento di spinta. Il 66% degli intervistati considera il prezzo determinante nella scelta tra strumenti di intelligenza artificiale, spesso gratuiti, e consulenza umana. Tra le famiglie la sensibilità al tema è ancora più marcata e raggiunge il 73%.
Sul fronte della fiducia, il vantaggio resta in capo agli operatori umani. Le principali resistenze all’adozione dell’AI riguardano l’affidabilità delle informazioni, indicata dal 44% del campione, e l’assenza di responsabilità in caso di errori (36%). A queste si aggiungono le preoccupazioni legate alla protezione dei dati personali (29%). Nel complesso, il 60% degli italiani ritiene ancora più rassicurante il supporto di un consulente di viaggio rispetto a un chatbot.
La ricerca evidenzia una chiara ripartizione dei ruoli. L’intelligenza artificiale viene preferita per attività operative e rapide, come il confronto dei prezzi (66%) e la ricerca di soluzioni (60%). I consulenti umani restano invece il punto di riferimento per ambiti più complessi, tra cui sicurezza (84%), assicurazioni e aspetti legali (76%) e costruzione di itinerari articolati (64%).
Ne emerge un modello ibrido destinato a consolidarsi. Per il 36% degli italiani, in futuro AI e consulenti avranno un peso equivalente nella pianificazione dei viaggi, mentre solo il 18% prevede un predominio dell’intelligenza artificiale. Una direzione che riflette un equilibrio tra efficienza tecnologica e bisogno di fiducia.
“L’intelligenza artificiale è un potente alleato. Ma nel viaggio la fiducia resta profondamente umana: i viaggiatori vogliono sentirsi accompagnati, soprattutto nelle decisioni più complesse. Per questo crediamo in un modello ibrido, dove l’AI semplifica e accelera, mentre l’esperienza dei consulenti locali garantisce sicurezza, personalizzazione e autenticità”, ha dichiarato Aurélie Sandler, Co-CEO di Evaneos.


