nessuno ci pensa, ma questo potrebbe essere un problema
Affidabile. Sicuro. Dal 2012. Scambia Crypto Iscriviti per ottenere uno sconto sulle commissioni di trading!
La ricerca pubblicata su Nature Communications è la più ampia analisi condotta fino ad oggi sulla salute di uno specifico organo durante i voli spaziali, ed è decisamente preoccupante.
Dopo aver visto come produrre più ossigeno su Marte, i ricercatori sanno che il volo spaziale causa alcuni problemi di salute sin dagli anni ’70. Questi problemi includono la perdita di massa ossea, l’indebolimento del cuore e della vista e lo sviluppo di calcoli renali.
Si ritiene che molti di questi problemi derivino dall’esposizione alle radiazioni spaziali, come i venti solari provenienti dal Sole e la Radiazione Cosmica Galattica (GCR) proveniente dallo spazio profondo, da cui il campo magnetico terrestre ci protegge.
Proprio per questo motivo, considerando che la maggior parte dei voli spaziali con equipaggio si svolgono in orbita terrestre bassa (LEO), solo le 24 persone che hanno viaggiato sulla Luna sono state esposte a GCR e solo per un breve periodo (6-12 giorni ).
Ecco perché fino ad oggi, nessuno ha studiato quali cambiamenti potrebbero verificarsi nei reni e in altri organi a causa delle condizioni che si potrebbero verificare durante i viaggi spaziali oltre il campo magnetico terrestre per periodi più lunghi.
In questo studio finanziato da Wellcome, St Peters Trust e Kidney Research UK (KRUK), un team di ricercatori guidato dall’UCL ha condotto scrupolose valutazioni biomolecolari, fisiologiche e anatomiche utilizzando dati provenienti da oltre 40 missioni spaziali in orbita terrestre bassa che coinvolgevano esseri umani e topi, la maggior parte delle quali erano dirette alla Stazione Spaziale Internazionale, nonché 11 simulazioni spaziali che coinvolgevano topi e ratti. I risultati sono decisamente preoccupanti.
Sia i reni umani che quelli animali vengono letteralmente “rimodellati” dalle condizioni nello spazio, con i tubuli renali che mostrano segni di restringimento dopo meno di un mese nello spazio. Secondo il team, la causa principale risiede nella microgravità e non nella GCR.
Inoltre, i risultati del team dell’UCL hanno indicato che il modo in cui i reni processano i sali è sostanzialmente alterato dal volo spaziale e probabilmente contribuisce in modo primario alla formazione di calcoli renali. Ma non è tutto.
Probabilmente la scoperta più allarmante, è che i reni dei topi esposti a radiazioni che simulano il GCR per 2,5 anni hanno subito danni permanenti e perdita di funzionalità. Nonostante ci sia un enorme deposito di ghiaccio su Marte, bisogna infatti ricordare che per giungere sul celebre Pianeta Rosso sono necessari circa 3 anni. Le conclusioni sono dunque evidenti.
Il dottor Keith Siew, primo autore dello studio ha dichiarato: “Se non sviluppiamo nuovi modi per proteggere i reni, direi che un astronauta che arriva su Marte potrebbe aver bisogno di dialisi sulla via del ritorno. Sappiamo che i reni tardano a mostrare segni di danno da radiazioni; nel momento in cui ciò diventa evidente, probabilmente sarà troppo tardi per evitare il danno irreversibile, il che sarebbe catastrofico per le possibilità di successo della missione“.
HP 305 Nero e Tricromia, 6ZD17AE, Originali HP, Compatibili con è uno dei più venduti oggi su 

