Dalla Francia all’Olanda, lungo la costa del Mare del Nord. L’ultima fronti…
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C’è tutto il fascino del Mare del Nord in quei panorami che ci accompagnano scorrendo al di là dei finestrini panoramici del Kusttram che, un po’ tram un po’ treno, è il modo migliore e più sostenibile per andare alla scoperta della costa belga, l’ampia linea costiera che si affaccia su quel tratto di mare che unisce la Francia ai Paesi Bassi e che un tempo fu l’approdo per le imbarcazioni che portavano ricchezze da ogni parte del mondo destinate ad arrivare nel cuore dell’Europa attraverso il potente porto di Brugge.
Oggi, dopo aver sopportato lo scempio sanguinoso delle battaglie fra Francesi e Tedeschi in uno dei punti d’Europa che più soffrì la Seconda guerra mondiale, la costa belga si stende placida e accogliente come una linea retta fra De Panne, ultima città costiera francese, e Knokke, appena dopo il confine con i Paesi Bassi. Per godersela, in una giornata di sole estivo che da queste parti non brucia ma riscalda, il Kusttram è la soluzione migliore: economico (7 euro e 50 l’intera giornata, salite e discese senza limiti), sostenibile (no alle auto, ai parcheggi e al traffico estivo) comodo (con ben 67 fermate, quasi una ogni chilometro) e interessante (con le cittadine tutte diverse tra loro che si alternano ad ampi spazi aperti e sabbiosi, riserve naturali, chioschi per gli aperitivi sulla spiaggia e bunker per ripassare un po’ di storia recente).
Da Ostenda, a sinistra la Francia, a destra i Paesi Bassi
Il modo più semplice, per chi si trova a zonzo nelle Fiandre e si è lasciato alle spalle l’idilliaca Brugge e la modernissima Anversa, oltre all’universitaria Gand, è quello di arrivare con il treno che parte direttamente da Bruxelles e che in poco meno di due panoramiche ore, ti deposita nella vivace Ostenda regno della belle époque con un lungomare ricco di elementi che hanno segnato il passaggio dal XIX al XX secolo: l’eclettica Villa Maritza, le Gallerie Reali, l’imponente hotel Thermae Palace e l’Ippodromo di Wellington. Nella stessa stazione di Ostenda, patria dell’artista James Ensor di cui si può visitare la casa e il museo, scesi dal treno in arrivo da Bruxelles, si prende con facilità il Kusttram e si parte dopo aver scelto se andare verso la Francia o verso i Paesi Bassi, verso sinistra o verso destra, prediligendo una costa più densamente abitata (destra) o più storicamente attraente (sinistra). In ogni caso, con un biglietto giornaliero si potrà salire e scendere a piacimento e gustarsela tutta, con calma, almeno fino al tramonto.
La De Haan cara a Einstein, Bredene o Blankenberge
Noi abbiamo puntato a destra e, dopo aver superato le ampie spiagge di Bredene dove una bibita fresca in uno dei tanti chioschi attrezzati è d’obbligo, abbiamo scelto come prima tappa De Haan, una perla di abitazioni residenziali con una minuscola stazione in stile da cui si accede direttamente al quartiere ricco di ville, il Concessie. Ed è proprio in una di queste, Villa Savoyarde che, nel 1933 Albert Einstein trascorse un’estate. Secondo la tradizione era arrivato con il tram della costa, partendo proprio da Ostenda.
Lasciata De Haan ci si inoltra in una zona costiera ricca di dune e vegetazione spontanea: si può passeggiare lungo la costa, addentrandosi fra le dune, oppure proseguire verso Blankenberge che nella sua epoca d’oro tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo era un vero centro Belle époque a ridosso del mare. Oggi, malgrado un lungomare eccessivamente antropizzato e caratterizzato da palazzi troppo alti per essere proprio sulla riva, la località è famosa per il suo Belgium Pier, un lunghissimo pontile in legno battuto dal vento che porta ad una splendida costruzione su palafitta. Assaggiare qui il famoso cocktail di gamberetti, ammirando il panorama della battigia sferzata dal vento e le acque solcate dai serfisti dalle ampie vetrate illuminate dal sole, dà il senso del Mare del Nord e del suo fascino.
Il porto di Brugge, Knokke e il Parco Naturale di Zwin
Risaliti sul tram della costa, che i francesi chiamano Tramway de la côte belge, immancabile è una sosta a Zeebrugge, l’antico porto di Brugge, regno di birra e gamberetti che qui si mangiano col guscio. Zeebrugge quest’anno (fino al 3 novembre) è il cuore del Festival di Beaufort, che ogni tre anni propone nuove installazioni di artisti contemporanei di tutto il mondo che, finito il festival, vanno ad arricchire il Parco di sculture diffuse su tutta la zona. Una di quelle realizzare quest’anno, Star of the Sea di Ivan Morison, mescola sulla spiaggia tubi cilindrici, camere di ispezione triangolari e parti modulari, riecheggiando i bunker che si trovano disseminati lungo questa costa che in passato fu teatro di guerra.
Risaliti sul Kusttram l’ultima tappa prima dei Paesi Bassi e prima di riprendere in senso inverso, è Knokke-Heist, alla moda con le sue piccole boutique, consigliate per lo shopping che può essere anche dedicato all’arte, visto l’alto numero di gallerie presenti in città. Poco lontano il Parco naturale Zwin, una riserva protetta che prende il nome dall’antico corso d’acqua che collegava Bruges al Mare del Nord ormai insabbiato e non più navigabile. Perfetta per il birdwatching grazie ai lunghi sentieri pedonali da cui si possono osservare, e fotografare, gli uccelli migratori che passano a migliaia, ogni anno. Alcuni di loro si fermano a nidificare, altri proseguono verso il caldo. Quelli malati vengono ricoverati in un centro specializzato che accoglie anche una piccola colonia di cicogne. Qui a Knokke la stazione ferroviaria è il capolinea del tram costiero: la linea tranviaria più lunga d’Europa termina qui la sua corsa, prima di toccare il confine con i Paesi Bassi. Non rimane che prenderlo al contrario, tornando indietro lungo la costa fiamminga del Mare del Nord, direzione Ostenda che, una volta superata, lascerà spazio alle località che si stendono verso il confine francese.
Le memorie WWI nei Flanders Fields…
Proprio a ridosso di Ostenda, direzione Francia, il Vallo Atlantico Raversyde precipita immediatamente nella grande Storia del ‘900: più di sessanta bunker, percorsi aperti e sotterranei, torrette di osservazione e sistemi di protezione raccontano il sistema di difesa tedesco che fu protagonista di impressionanti avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale e che viene ricostruito in quello che, diffuso su 50 ettari, rappresenta una sorta di incredibile museo storico all’aperto.
Ma tutto il tratto di costa belga rivolto alla Francia è disseminato di memorie storiche che emergono, improvvise, dalle dune. I cosiddetti Flanders Fields, subito dopo il fiume IJzer che qui sfocia nel Mare del Nord, ne sono l’esempio lampante. La località è Nieuwpoort, dove ora si fa il bagno con allegria, tempo permettendo, ma durante la Prima Guerra Mondiale su vero e proprio campo di battaglia, anzi di una delle battaglie più cruente che insanguinarono la zona del Westhoek. Il Centro visitatori Westfront racconta di un milione tra morti e dispersi e una topografia completamente stravolta con Intere città e villaggi spazzati via dalla carta geografica. Monumenti, cimiteri e musei si susseguono uno all’altro: Il Tyne Cot Cemetery di Zonnebeke, il Museo Westfront di Nieuwpoort e il Museo commemorativo Passchendaele.
… e la storica pesca a cavallo in spiaggia
A una cinquantina di chilometri dalla Francia, e dalla Dunkerque cuore dell’operazione Dynamo che, durante la Seconda Guerra Mondiale, consentì la rapida evacuazione delle truppe alleate, rimane ancora da visitare un centro imperdibile perché Oostduinkerke, frazione del comune di Koksijde, custodisce un antico rito tutto belga: la pesca a cavallo. È infatti l’unica località al mondo dove viene ancora mantenuta in vita questa antichissima tradizione che, durante la bassa marea, porta la spiaggia a riempirsi di cavalli da traino cavalcati da pescatori nel caratteristico giaccone giallo. L’obiettivo sono i famosi gamberetti grigi del Mare del Nord, che ritroveremo in molti piatti locali, dalle croquette ai cocktail in salsa rosa. Sette secoli di tradizione che l’Unesco ha riconosciuto patrimonio culturale immateriale.
Per l’ultima fermata il Kusttram ci porta a De Panne, il punto più a ovest del paese, proprio al confine con la Francia. La Riserva naturale del Westhoek, regno di allodole e albanelle reali, offre l’imponente paesaggio di dune al suo meglio. Siamo a pochi chilometri dal confine francese. Non rimane che invertire la rotta e tornare ad Ostenda dove ci attende il rientro a Bruxelles. I sessantasette chilometri di costa terminano con un aperitivo al tramonto, fra le dune, davanti ad un mare sconfinato e a una birra ghiacciata. Belga, ovviamente.

