L’inflazione taglia i viaggi per la fioritura dei ciliegi
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Prima è stato il Coronavirus, ora è l’inflazione a penalizzare i viaggi dei giapponesi nel proprio Paese per assistere alla fioritura dei ciliegi laddove la sua magnificenza è più spettacolare. Di millenaria tradizione, l’«hanami», come si chiama la tradizionale usanza di godere della bellezza della fioritura dei «sakura», come si chiamano i ciliegi in giapponese, viene onorata ogni anno in Giappone con feste, picnic e festival in giardini parchi e castelli di tutto l’Arcipelago.
Quest’anno l’aumento del costo della vita ha eroso il budget a disposizione delle famiglie per i viaggi destinati a godersi lo spettacolo dei ciliegi in fiore, all’incirca 43 euro (6.872 yen). Tanto che il numero dei giapponesi che potranno viaggiare per raggiungere i luoghi più famosi dove sbocciano i fiori di ciliegio, è sceso dell’1,4% quest’anno a causa dei prezzi elevati.
E questo nonostante sia in aumento il numero degli abitanti che avrebbe voglia di programmare un viaggio con pernottamento appositamente recarsi nelle località più famose per la contemplazione dei ciliegi in fiore dall’ultima decade di marzo alla prima di aprile, a partire da Kyoto e Osaka per poi arrivare a Tokyo. Un mercato di 230,7 miliardi di yen (1,43 mld di euro) (+109,8% sul 2023).
Il risultato del sondaggio sull’«hanami» effettuato a febbraio su 2.500 giapponesi fra 15 e 79 anni dalla società specializzata Intage di Tokyo, è che il 73,1% (+2,9% sul ’23) potrà permettersi una gita di un solo giorno in una località vicino casa, mentre il 42,7% (+0,5%) si dovrà accontentare di ammirare lo spettacolo nel proprio quartiere con famiglia e colleghi


