Wyoming: investe un lupo e posta la sua uccisione. L’indignazione social: “…
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Un lupo ammazzato con efferatezza, l’impresa mostrata agli amici al bar come fine ultimo se non unico dell’impresa. Inevitabilmente travasato sui social media, Il gesto di un uomo del Wyoming, uno dei pochi stati Usa dove uccidere il canide non è vietato, ha scatenato un’ondata di proteste. E ora, alla vigilia dell’alta stagione dei magnifici parchi nazionali dell’area, gli ambientalisti e non solo hanno avviato una campagna per boicottare il turismo in una regione che tra l’altro comprende i celeberrimi Yellowstone e Grand Teton National Park.
Non a caso noto come Cowboy State nella terra dove la parola cowboy è nata, lo stato delle Montagne Rocciose Settentrionali adotta una normativa che dà ampia libertà di uccisione dei lupi con minimo controllo.
L’investimento e l’uccisione con il pubblico
I fatti. Da qualche tempo gli account dei social media dell’agenzia del turismo del Wyoming è stata letteralmente inondata da post di ambientalisti o di persone comunque inorridite dopo la diffusione di un video in cui si vede un uomo che prima investe un lupo con la motoslitta, gli blocca la bocca con della corda e lo mostra a terra ferito agli amici di un bar della Contea di Sublette prima di ucciderlo.
Se da un lato chi critica l’azione dell’uomo sostiene che lo stato del Nord-Nord-ovest di fatto suggelli simili azioni con le sue stesse leggi, dall’altro uno dei leader delle locali associazioni di agricoltori-allevatori dice che si tratta di un incidente isolato, che non ha a che fare con la normativa locale, ormai in atto da più di un decennio, e nata allo scopo di prevenire la proliferazione dei predatori al di fuori dell’area montagnosa di Yellowstone, nelle regioni limitrofe dense di allevamenti di bovini e ovini.
“Quella è stata un’azione abusiva. Nessuno di noi la condona. Non sarebbe mai dovuto accadere”, spiega all’agenzia Associated Press Jim Magagna, vice presidente della Wyoming Stock Grower Association, a sua volta un allevatore della Sublette County, cui i lupi hanno ucciso delle pecore. “Ha calamitato l’attenzione dei media ma non è esemplare del modo in cui gestiamo le criticità tra i lupi e il bestiame”.
I lupi sono protetti a livello federale come specia in pericolo nella maggior parte degli Stati Uniti, ma non nelle Northern Rockies. Wyoming, Idaho e Montana permettono di ucciderli o di intrappolarli, dopo che il loro numero, in seguito alla reintroduzione a Yellowstone e nell’Idaho centrale, avvenuta quasi trent’anni fa, ha indotto un graduale ripopolamento. Prima della reintroduzione, i canidi erano stati di fatto cancellati da tutti gli States “contigui”, gli stati continentali nordamericani, Alaska esclusa. Il tutto grazie a una campagna, sponsorizzata dal governo, di avvelenamenti, trappole e vera e propria caccia, che ha avuto luogo nella metà del secolo scorso.
Nello stato le regole meno restrittive in materia
Oggi il Wyoming è lo stato che ha la legislazione meno restrittiva in materia. Ci sono limiti alla caccia e all’uso delle trappole nell’estremo Nordovest, e ovviamente è proibito ucciderli nelle aree protette di Yellowstone e Grand Teton, anche perché lì diventano un’attrazione primaria per milioni di turisti all’anno. Ma fuori da Yellowstone e dintorni, di fatto nell’85 per cento del territorio dello stato, un’area chiamata predator zone, possono essere liberamente ammazzati. L’episodio che ha indignato innumerevoli americani è avvenuto nella predator zone.
I lupi si spostano anche per centinaia di chilometri, e spesso uccidono mucche e pecore. Nel 2022, hanno attaccato i pascoli centinaia di volte in 10 stati, Wyoming incluso, secondo i più recenti dati a disposizione nelle agenzie federali e statali competenti. Le perdite da attacco di lupi possono essere devastanti per il singolo allevatore, ma su un piano industriale l’impatto del grande canide è scarsamente rilevante: è responsabile della morte dello 0,002% dei greggi, negli stati dove il problema sussiste, e dove gli animali da reddito soccombono anche ad altri predatori, senza contare malattie, temperature estreme o semplice scomparsa.
L’allevatrice di cani; “Mi sposerò in un altro stato”
La “zona dei predatori” è il risultato di negoziati tra funzionari degli Stati Uniti e del Wyoming che hanno barattato un risarcimento federale per il bestiame ucciso dai lupi in cambio del permesso di uccidere gratuitamente i lupi in quella zona.
L’episodio che ha creato tanto scalpore dovrebbe essere accaduto il 29 febbraio scorso vicino a Daniel, una comunità di 150 anime. Saharai Salazal è tra le persone che hanno deciso di disertare il Wyoming dopo esserne venuta a conoscenza. Il suo post sull’account Instagram dell’agenzia del turismo locale è uno tra le centinaia recapitate nelle ultime settimane, spesso assieme all’hashtag #boycottwyoming .
La donna, che fa l’addestratrice di cani a Santa Rosa, California, ha spiegato di aver deciso che il suo matrimonio, in programma l’anno prossimo, non sarà celebrato, come previsto, in Wyoming, ma altrove.
“Dobbiamo cambiare la normativa, riscrivere le leggi in modo da poter offrire maggiore protezione, in modo che non possano essere interpretate in modo da consentire tali atrocità”, ha detto Salazar in un’intervista.
Le regole del Wyoming hanno da tempo suscitato polemiche, ma è improbabile che danneggino la popolazione complessiva dei lupi, perché la maggior parte degli animali nello stato vive nella regione di Yellowstone, che è protetta, ha affermato Ed Bangs, esperto di lupi ed ex biologo del lupo del Fish and Wildlife Service degli Stati Uniti. Secondo lui, l’incidente è stato uno “evento secondario” rispetto al successo del recupero della specie. Questo perché la predator zone è costituita in gran parte da paesaggi aperti che generalmente non ospitano i lupi.
Testimoni svaniti. Punizione comunque irrisoria
Le regole della zona dei predatori hanno resistito a numerose diatribe giudiziarie, in cui i canidi sono stati inseriti e tolti dall’elenco delle specie a rischio di estinzione, da quando ne vennero cancellati per la prima volta nel 2008. I lupi non compaiono nell’elenco nella regione in base a un’ordinanza del tribunale del 2017. La loro attuale popolazione nello stato, oltre 300 individui, è simile al numero del 2010.
Sebbene la legge del Wyoming non specifichi come i lupi nella zona dei predatori possano essere uccisi e non proibisca specificamente di investirli, la Humane Society e altri sostengono che in questo caso si debbqa applica la legge statale contro la crudeltà sugli animali. Le foto ormai più che diffuse mostrano l’uomo in posa con il lupo con la bocca legata. I videoclip mostrano l’animale disteso sul pavimento, ancora vivo ma a malapena in grado di muoversi. L’ufficio dello sceriffo della contea di Sublette ha spiegato che sta indagando sulle segnalazioni anonime delle azioni dell’uomo, ma aggiunge che sta facendo fatica a convincere i testimoni a parlare. “Abbiamo tenuto un numero verde aperto per due settimane, sperando in testimoni o qualcosa di utile”, ha detto il portavoce dello sceriffo, Travis Bingham. “So che c’è qualche esitazione da parte delle persone a farsi avanti”. Al momento, l’unica sanzione che l’uomo rischia è una multa di 250 dollari per possesso illegale di animale selvatico.

