Una serie podcast per superare la paura di volare
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Nel podcast spiega come sia fondamentale dedicarsi alla fase pre-partenza ed alla visualizzazione, ci spiega in cosa consiste questo esercizio?
Nel pre-partenza i soggetti fobici vanno sempre più in ansia perché vorrebbero tenere sotto controllo tutte le variabili per tranquillizzarsi. Ma in realtà – parlando ovviamente degli aviofobici gravi – spesso fanno danni, continuano a consultare il meteo, ad andare a vedere notizie di precedenti incidenti aerei etc…Nel pre-partenza invece quello che ci serve è davvero un po’ dire al cervello le cose che servono: cioè guardarsi al gate del nostro volo, e stare in contatto con l’ansia intensa che sentiremo. Parlare al me stesso ansioso dicendo “è molto importante che io prenda questo volo, questo volo in realtà lo prendono molte altre persone e sarò in grado di affrontarlo.” Un altro aspetto è di prepararsi una sorta di kit per il viaggio, a base ad esempio di un cruciverba o strumenti che tengono impegnati in una attività che è coinvolgente e divertente. L’altro aspetto è familiarizzare con il percorso che faremo da casa all’aeroporto. Se è un aeroporto che abbiamo a portata di mano, immaginarci già bene tutto quello che avverrà quel giorno. E magari, se siamo gravi aviofobici, passare una mezza giornata nell’ambiente dell’aeroporto guardando tutte le altre persone che devono partire e che tornano. Osservando il loro stato di tranquillità non per invidiarle, ma per fare nostra quella tranquillità . Questa familiarizzazione con l’ambiente dell’aeroporto, fatta una settimana prima della partenza ad esempio, è una cosa che già abitua il nostro cervello a tenere sotto controllo quelle variabili che rappresentano dei trigger ansiogeni. Per cui il solo andare in macchina verso l’aeroporto, prendere la metropolitana che ci fa arrivare lì, per alcuni è molto ansioso. La visualizzazione la possiamo usare in due modi: come ho detto prima visualizzare noi stessi nelle diverse fasi del volo, sentire quali sono i momenti critici (per alcuni è il decollo, per altri l’atterraggi etc…), stare in contatto con quell’immagine. Un altro aspetto, invece, è la visualizzazione di un posto che ci fa sentire al sicuro, quindi può essere un paesaggio naturale, un luogo in ci siamo sempre sentiti bene e usare, durante il volo, quell’immagine come posto al sicuro. Siccome l’aereo rappresenta un posto che suscita ansia, io attivo dentro il mio cervello, ad occhi chiusi, la visualizzazione di un posto che mi fa sentire tranquillo, e mi immergo lì dentro. Quindi recupero proprio l’immagine, i suoni, gli odori, la sensazione tattile.

