Salvaguardare gli oranghi o costruire muretti anti-elefante. In viaggio da …
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Fra le proposte di Ecoway Travel, agenzia di tour operator fondata da Diana Sanguinetti, ci sono anche esperienze di volontariato naturalistico. « È un turismo diverso», spiega, «che mette al centro la conservazione degli animali. Seleziono personalmente i progetti». I gruppi sono costituiti in media da dieci o quindici elementi, le mete prescelte Asia e soprattutto Africa. Il costo oscilla dai 2mila ai 3mila euro in base alle destinazioni e serve a supportare un progetto locale che coordina le attività. A fine giugno partirà un gruppo per il Sudafrica: andrà a strappare le cosiddette piante aliene che danneggiano gravemente l’ambiente , e doterà un rinoceronte e una leonessa di una cavigliera e di un radiocollare sostenibili a scopo di monitoraggio e di tutela.
«Non è semplice coinvolgere le persone», spiegano alla Ecoway Travel: spaventa il peso dell’impegno in loco. E l’ong Keep the Planet aggiunge: le sperienze più economiche sono quelli in Centro o Sud America. Le precauzioni per ridurre la possibilità di attacco da parte degli animali
«Non è semplice coinvolgere le persone», conclude Sanguinetti, «sono spaventate dall’eventuale impegno ma poi da chi ha partecipato ricevo sempre feedback pieni di entusiasmo». Eleonora Mazzotti, veterinaria bolognese, è manager di un’azienda farmaceutica in Germania, a Magonza. È appena tornata dall’Uganda, il suo quarto viaggio con Ecoway Travel. «Il mio battesimo è avvenuto a settembre del 2022 in Namibia, due settimane di volontariato puro con l’associazione Ehra che si occupa di mitigare il conflitto tra uomo e animali per le risorse». Durante la prima settimana i fattori hanno accolto gli ospiti e insieme hanno costruito muretti innovativi di recinzione per tenere lontani gli elefanti dalle abitazioni, con pietre grandi. «Ridurre la possibilità di attacco diminuisce la possibilità che ci debba essere una reazione per la sopravvivenza», chiarisce Mazzotti. Nella seconda settimana hanno studiato i movimenti e le minacce subite dal branco, come quelle causate dall’herpes, virus che provoca un’alta mortalità neonatale.
Imparare a fare conservazione: i “volonturisti” dedicherebbero il loro tempo all’estero a dare qualcosa in cambio a cause a loro care
L’ong Keep the Planet, dal 2016, connette chi vuole aiutare e le associazioni internazionali. Al momento gli interventi riguardano principalmente Borneo e Messico. Nel primo caso i volontari ambientali si attivano per la piantumazione di alberi e per la protezione di specie selvatiche come gli oranghi, in Messico seguono iniziative focalizzate sulla salvaguardia delle tartarughe marine. La spesa si aggira, rispettivamente, intorno ai 180 e ai 250 euro a settimana. « I Paesi più economici sono quelli del Centro o Sud America » aggiunge Alessandro Nicoletti, biologo marino cofondatore di Keep the Planet «l’Africa è la più cara, è ipotizzabile spendere 1200 euro per quindici giorni». Il finanziamento va all’associazione mentre il viaggio di spostamento è conteggiato a parte, ognuno pianifica in autonomia. «Una ragazza giapponese è rimasta in Indonesia due anni», spiega. «Faccio da ponte con gli utenti, ho creato due servizi, un database e la green academy». Chi consulta il primo, al costo di 45 euro, può visionare opportunità professionali e oltre 200 progetti. Invece, per chi vuole lavorare nell’ambito della conservazione, l’academy propone in aggiunta un videocorso. Per quest’ultima le tariffe di iscrizione variano, da una quota di 27 euro mensili fino ai 149 per l’accesso a vita.
Contenuti scientifici e reazioni emozionali
« La difficoltà maggiore consiste nel raggiungere il grande pubblico » sostiene Nicoletti che ha realizzato un documentario, Plastic Water, con regia di Francesco Menghini, «diffondiamo contenuti scientifici, gli algoritmi premiano spesso argomenti emozionali». Dove vuoi andare? La domanda spicca sull’homepage di Volunteer World, una delle più estese piattaforme di volontariato all’estero. In Italia, tra le realtà segnalate, compare Tao, Turtles of the adriatic organization. L’associazione nasce nel 2018 per opera di alcuni giovani biologi che, dopo aver girato il mondo, decidono di tornare a casa, in Emilia Romagna. «Portiamo avanti la ricerca e l’educazione ambientale, organizzando vacanze ecosostenibili, gli eco-campi», riassume il presidente Andrea Ferrari. Localizzati a sud del Delta del Po, durano fino a fine agosto e, l’ultima settimana di giugno, sono aperti alle famiglie. Da quest’anno, nella metà di luglio si parlerà in lingua inglese. «Sono arrivate molte richieste dagli under 30, soprattutto dall’Europa centro-settentrionale», dice Ferrari.
Sono il 39% le persone che viaggiano che vorrebbero partecipare alle attività di volontariato in Paesi esotici. Il 49% i viaggiatori che credono che il volontariato aiuti l’immersione culturale
Il pacchetto ammonta a 750, con alloggio, cene ed e sperienze come escursioni in gommone per monitorare i delfini tursiopi e le tartarughe Caretta caretta. «Sono specie che indicano lo stato di salute dell’Adriatico», precisa. «I volontari ci aiutano a raccogliere i dati ». L’anno scorso, a Milano Marittima, si sono alternati per due mesi nel fare la veglia al nido di uova depositate a riva da una tartaruga. Il primo caso registrato nella Regione. Il 22 agosto, la schiusa: sono emersi 81 piccoli che hanno preso la via del mare.
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