Riscoprire il mare nuotando: Swimtrekking a Itaca
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Ogni mattina, del resto, si inizia con una lunga colazione e con il briefing della giornata, in cui viene presentato il tratto di costa che si va a esplorare, sono indicate alcune specie da individuare per iniziare a conoscere i fondali e poter capire quali sono autoctone e quali invasive, diventando così osservatori diretti del cambiamento climatico in corso.
E comunque, la fatica non si sente anche perché nuotare diventa un esercizio di meditazione. Bracciata dopo bracciata, l’acqua si trasforma in un elemento accogliente. Le salpe, i latterini e i pesci pagliaccio diventano figure riconoscibili, le meduse non fanno paura, ma si guardano con interesse scientifico, pronti a indicare la loro presenza per fini di ricerca. Come prova, ecco qualche appunto preso a caldo, appena emersa dall’acqua:
“Pensare di nuotare nel mare è come pensare di attraversare la terra. Pazzia. Nel mare si scivola un poco sopra, qualcuno azzarda qualche metro più in giù e subito son bolle che risalgono. L’unico mistero che non abbiamo svelato cambia a causa nostra, mentre non lo guardiamo. Ma ci lascia entrare quanto basta e scivolo e ringrazio e gli sussurro delle promesse tra una bracciata e l’altra.”
“Pensavo fosse un giardino, poi una montagna al contrario, poi un canyon, poi un foglio su cui scrivere il futuro. La verità è che non si può conoscere. L’ultimo mistero da svelare. Che è tutto. Che è il mare.”

