Pedalare in primavera a Maiorca
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Eravamo determinati a dare il meglio di noi il giorno seguente– sperando che Maiorca ricambiasse il favore. L’itinerario doveva cominciare salendo a Lluc, per poi ritornarvi dopo un giro in senso orario via Bunyola, Sóller e Puig Major: un tour di 150 km della Serra de Tramuntana. La costa nordoccidentale dell’isola è stata in gran parte risparmiata dal boom edilizio che dalla metà del Novecento ha cementificato il resto della linea costiera. Oggi il paesaggio culturale della Tramuntana è protetto come sito Unesco: memorabili sono i pendii, solcati da canyon e puntellati dai terrazzamenti a secco degli uliveti, che si tuffano nel Mediterraneo, sovrastati dalle rovine di misteriose e antiche tayalot (torri di avvistamento).
Giorno due in bicicletta. Un sole debole ma ben gradito ci scalda la schiena. Anche se ci aspettano salite impegnative e qua e là qualche spuntone scosceso, la strada da Port de Pollença a Lluc è l’ideale per scaldarsi i muscoli: ci vogliono 15 km perché cominci davvero a salire e anche allora la pendenza è raramente problematica. Così, girando verso sud dopo Lluc, è una piacevole sorpresa scoprire che la strada verso Caimari scende rapidamente con una serie di tornanti attraverso radure boscose. Filiamo felicemente per le tranquille cittadine ai piedi delle alture di Mancor de la Vall, Biniamar e Lloseta e le piccole proprietà agricole tra di loro. Prima di Alaró, il percorso volge a nord tra l’imponente mesa di Puig de s’Alcadena e il Puig d’Alaró, poi si sale di nuovo: la salita continua culmina sul versante est con curve a gomito che serpeggiano fino al Coll d’Honor, ricoperto di fitti boschetti di lecci.
Ed è solo un’ouverture prima della sfida vera, alla fine della mattinata: il Col de Sóller. Una galleria collega Bunyola con Sóller sulla costa, ma la vecchia strada che sale al passo è ancora in buone condizioni e meno proibitiva di quanto appare, con 24 tornanti che attenuano la pendenza. Ai piedi della salita, comunque, Robin ed io decidiamo che il nostro panino di prosciutto e formaggio non può più aspettare. Mentre i pullmann scompaiono nel tunnel, notiamo i vicini Jardins d’Alfàbia: sembrano belli ma noi, impazienti di proseguire, rimaniamo sul nostro lato della strada (ho visto poi online che i giardini, il caffè e il palazzo sono affascinanti. La prossima volta.)

