I viaggi, la famiglia, il Milan: il figlio di Mauro Di Giacomo ricorda il f…
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diEnrico Filotico
Luca, 20 anni, è il figlio minore del professionista assassinato lo scorso 18 dicembre: «Lo porteremo sempre con noi». Per il delitto è stato arrestato l’operaio 59enne Salvatore Vassalli
Dopo cinque mesi di silenzio da quel drammatico 18 dicembre, la famiglia del fisioterapista assassinato Mauro Di Giacomo torna a parlare. È Luca (secondo figlio), il primo ad aver rotto il silenzio. Il 20enne studente barese ha voluto ricordare il padre, rimasto vittima di un agguato sotto la sua abitazione mentre tornava a casa.
«La perdita di papà ci ha addolorato immensamente. Perdere una persona in questo modo è inconcepibile e aberrante. Non ci sono parole per descrivere il dolore che continuiamo a provare tutt’ora», racconta il giovane. Poi continua: «Oggi, però, preferiamo non concentrarci su quel che è successo, ma su quel che è stato Mauro. Una persona esemplare dal punto di vista umano e dal punto di vista professionale». E ancora: «Benevolo sempre con tutti e amante del suo lavoro. Una vita passata a curare il prossimo, a garantire una presenza e un amore costante a sua moglie, un futuro dignitoso a noi figli e, non ultimo, una continua disponibilità agli studenti».
La famiglia, i viaggi, il Milan
Non solo famiglia e lavoro. Luca Di Giacomo, parlando del padre, non manca di ricordare gli hobby che il genitore aveva coltivato e trasmesso ai figli. «Senza dimenticare la passione per lo sport, per il suo Milan, e per i viaggi – racconta il ragazzo – lui era tutto per noi, cosi come noi eravamo tutto per lui». E conclude: «Non basterà mai un “grazie” per gli insegnamenti che ci ha lasciato. Noi continueremo sempre a ricordarlo come una persona solare, divertente e seria per la quale il suo mestiere e soprattutto la sua famiglia era ciò che lo faceva sentire vivo».
Era stato proprio Luca Di Giacomo, all’indomani dell’omicidio, a postare una serie di foto con madre, padre e fratello al completo. Sotto il post di Instagram la scritta: «Non si può morire così». Nelle immagini era ritratta una famiglia felice. Il padre che con due figli andava in biciclette. E ancora, nell’immagine successiva le foto davanti all’ingresso di San Siro. E poi all’interno dello stadio. Proprio con quella maglietta rossonera indosso. Uno dei tanti ricordi di cui il ragazzo ha parlato. In questi mesi la famiglia aveva mantenuto il massimo riserbo, così come continuerà a fare. Ora per la moglie di Di Giacomo, Angela Polito (anche lei fisioterapista), e per i due figli Marcello e Luca si apre la strada dei tribunali. È stato lo stesso 20enne figlio della vittima a comunicare che fino a quando non si concluderà il procedimento giudiziario si negheranno ad alcun tipo di confronto pubblico.
Venerdì è stato sentito il presunto assassino, Salvatore Vassalli. Davanti al gip di Bari, l’operaio edile di Canosa di Puglia ha però confessato il delitto sostenendo che «i colpi sono partiti per errore durante una colluttazione». Ad incastrare Vassalli ci sono state diverse prove. Su tutte i fotogrammi della vettura che ha percorso anche dei tratti di strade.
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