Giza: l’unica delle sette meraviglie del mondo antico giunta fino a noi
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Piramide di Chefren
A prima vista la Piramide di Chefren, l’unica a conservare il suo originale rivestimento in lucente calcare alla sommità, potrebbe apparire più alta della Grande Piramide, ma con i suoi 136 m è in realtà più bassa; l’illusione è dovuta al fatto che si trova su un terreno più elevato.
Figlio di Cheope, Chefren (regno ca. 2558-2532 a.C.) fu il quarto faraone della IV dinastia. Aperta al pubblico ogni due anni (in alternanza con la Piramide di Micerino), presenta un pozzo claustrofobico che scende fino al cunicolo e immette nella camera funeraria, dove ancora oggi si trova il massiccio sarcofago in granito di Chefren.
Tempio funerario di Chefren
A est della Piramide di Chefren vi sono i resti del suo tempio funerario, da cui è possibile incamminarsi lungo la rampa lastricata che oggi come allora collega la tomba al Nilo.
Piramide di Micerino
Alta 62 m (in origine 66,5 m) e con un volume pari a un decimo della Grande Piramide, questa è la più piccola delle tre Piramidi di Giza. Il faraone Micerino (regno ca. 2532-2503 a.C.) morì prima che la costruzione fosse portata a termine, come dimostra il fatto che intorno alla base è possibile vedere diversi strati di rivestimento in granito che non furono mai completamente levigati.
Se è aperta, potrete scendere nei suoi tre livelli – il più inferiore è sorprendentemente vasto – e sbirciare nella tomba principale. Sul lato est si trova il Tempio funerario di Micerino, mentre a sud una serie di piramidi delle regine.
Tempio a valle di Chefren
Con una selva di colonne di granito rosa, questo tempio dà accesso alla Sfinge. Osservando gli angoli della struttura, si può notare come le pietre del rivestimento di granito rosa si incastrino tra loro quasi fossero pezzi di un puzzle.
In origine il tempio ospitava 23 statue di Chefren, che erano illuminate dalla luce proveniente da una serie di fenditure ricavate tra la parte superiore della parete e il piatto soffitto, con un effetto simile a quello delle moderne luci d’atmosfera. La statua in diorite di Chefren (esposta al Museo Egizio e raffigurata sulle banconote da LE10) è stata rinvenuta nella piccola sezione quadrata delimitata a pavimento appena dentro l’ingresso del tempio.
La Sfinge
Usciti dal tempio si percorre una piattaforma che costeggia il lato sud dell’affossamento in cui si trova la Sfinge. Oltre a scattare la consueta foto al volto delle Sfinge, percorrete la piattaforma fino in fondo per vederne le zampe accovacciate in muratura.
Ribattezzata dagli arabi Abu Al Hol (Padre del Terrore), la scultura fu chiamata Sfinge dagli antichi greci per la sua somiglianza con il loro mitico mostro alato che poneva enigmi e uccideva chiunque non fosse in grado di risolverli. Sebbene non si sappia quale faraone rappresenti, le indagini geologiche hanno confermato che quasi certamente fu realizzata sotto il regno di Chefren.

