Giornate Fai di Primavera. Il meglio del patrimonio italiano in 750 luoghi …
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Un viaggio in luoghi simbolo, spesso ignorati, del patrimonio culturale italiano. E’ quello che propone il Fondo per l’Ambiente Italiano, nella 32esima edizione delle sue Giornate Fai di Primavera: sabato 23 e domenica 24 marzo saranno visitabili 750 siti in 400 città da Nord a Sud. Siti che non ti aspetti: dall’Istituto Superiore Antincendi di Roma, la scuola di alta specializzazione per il corpo dirigente dei Vigili del Fuoco, realizzata in un complesso di archeologia industriale nel complesso degli ex Magazzini Generali, lungo il Tevere, al Palazzo Carpano di Torino, già Asinari di San Marzano, dimora nobiliare della seconda metà del Seicento, in passato ritrovo di politici e letterati.
Dall’arsenale a D&G, i siti che non t’aspetti
Dalla sede milanese di Dolce&Gabbana Beauty, creata nel 2023 negli spazi dell’ex monastero ottocentesco di via Kramer, all’Arsenale Militare Marittimo di Taranto, inaugurato nel 1899 e che ospita una mostra storica di cimeli navali. Ma grazie al Fai si apriranno anche le porte dell’ottocentesca Villa Genuardi di Agrigento, oggi sede della Soprintendenza ai Beni Culturali, e di Palazzo Roi a Vicenza, ristrutturato nel 1891 in stile lombardesco con richiami eleganti ai modelli lagunari veneziani.Tuttavia, per una lista completa dei piccoli grandi gioielli che si potranno scoprire in quel penultimo weekend di marzo, guidati da migliaia di delegati e volontari del Fai, e dagli Apprendisti Ciceroni, giovani studenti appositamente formati per raccontare le meraviglie del loro territori, è meglio consultare il sito www.giornatefai.it.
Dodici milioni e mezzo di visitatori in 30 anni
Lo spirito è comunque quello con il quale le “Giornate di Primavera” sono nate e si sono evolute in oltre trent’anni, affermandosi come “uno degli eventi più importanti e significativi per conoscere il patrimonio culturale e paesaggistico italiano”: curare tale patrimonio raccontandolo e coinvolgendo cittadini privati e istituzioni perché aprano al pubblico bellezze altrimenti inaccessibili.

“In questi trentadue anni abbiamo aperto al pubblico 15.540 luoghi, dimenticati o difficilmente visitabili, raccontandoli, appunto, con semplicità e passione a ben 12 milioni e mezzo di cittadini”, conferma il presidente del Fai Marco Magnifico. “Ai benefici di questo raccontare se ne è ora aggiunto un altro: quello della fisicità e del ruolo che essa ha per un vero apprendimento. E’ ormai possibile visitare virtualmente qualsiasi luogo: noi pensiamo che sia però fondamentale il ‘contatto fisico’, non solo tra le persone ma anche tra le persone e il loro patrimonio culturale”.
L’aura museale dei luoghi di lavoro
E poi c’è la visione volutamente ampia di “patrimonio culturale”: non solo scavi archeologici, chiese e collezioni private, ma luoghi di lavoro e di vita quotidiana: oltre a quelli menzionati, il palazzo barocco che ospita una sede Rai a Venezia, un istituto di ricerca all’avanguardia vicino a Cosenza, i laboratori dove giovani allievi apprendono il mestiere del liutaio nel cuore di Torino, il ministero dell’Agricoltura a Roma o Palazzo Piacentini a Messina, sede del Tribunale, o ancora i borghi molisani dove dal Duecento si conservano lingua e cultura croate.Uno sforzo “primaverile” che si affianca ai 72 beni aperti al pubblico dal Fai durante tutto l’anno.

