Essere se stessi a Brighton: cosa fare nella celebre cittadina sulla costa …
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Arrivando a piedi dalla stazione ferroviaria, il primo esempio di stupefacente architettura ottocentesca di ispirazione indiana che si incontra è il magnifico Brighton Dome, ora una sala da concerti e un teatro. Oltre questo edificio si estende l’appariscente palazzo delle feste di re Giorgio IV, il Royal Pavilion in sé. Gli interni del palazzo, progettati in ogni loro dettaglio per suscitare meraviglia nei visitatori, sono quanto di più stravagante si possa immaginare, tra carta da parati cinese dipinta a mano e specchi che ingannano l’occhio. La sala dei banchetti è uno spettacolo unico, con un lampadario centrale sorretto da draghi a dominare tutto l’ambiente e un tavolo sontuosamente imbandito: il menu proposto al tempo dallo chef francese Antonin Carême era anch’esso improntato agli eccessi. Le audioguide riferiscono episodi suggestivi sugli anni d’oro del palazzo.
Da non perdere, poi, è l’affascinante mostra fotografica legata al periodo in cui il Royal Pavilion fu usato come ospedale per i soldati indiani durante la seconda guerra mondiale.
Le vecchie scuderie del Royal Pavilion, costruite nello stesso opulento stile Regency, ospitano ora il Brighton Museum e l’Art Gallery. Di particolare interesse è la collezione di reperti egizi, ma anche i dettagli architettonici delle cupole interne e le piastrelle invetriate dell’edificio meritano di essere ammirati. Fate caso all’opera Difficult Background (2001) di Grayson Perry, un vaso in ceramica che raffigura gli effetti della
guerra sui bambini.
Prendetevi il tempo di vagare lungo i sentieri dei giardini, a ingresso libero, da cui si godono meravigliose vedute sugli edifici del Royal Pavilion.

