Dolce Verona, Barini è un viaggio nei sapori
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Oggi siamo a Verona. E andiamo ad assaggiare le specialità di una pasticceria storica: Barini.
Ma… iniziamo dalla fine: il conto. Abbiamo speso 12 euro.
Che cosa abbiamo mangiato? Intanto ci siamo portati a casa una specialità, la Torta Giulietta (ma esiste anche la Romeo), e poi ci siamo lasciati tentare dalla piccola pasticceria, due pezzi al costo di 1,40 euro ciascuno, mentre il caffé, di propria produzione, costa 1,20 euro.
La storia: siamo nel centro storico di Verona, a pochi passi dai Portoni della Brà, cuore della città. La Pasticceria Barini nasce nel 1973 dall’idea dei fratelli Luigino, Leda, Giorgio e Vito Barini. Al loro fianco, la nipote Mariuccia Cristofoli e negli anni a seguire ecco i nipoti Carlo e Paolo Cristofoli che oggi, con i figli Luca e Andrea, sono i soci della pasticceria. Una autentica storia di famiglia con l’arte pasticciera che si tramanda di generazione in generazione.
Gli assaggi: entrare da Barini è stato come tornare un po’ indietro nel tempo. Tra le decine di proposte (ricordiamo che in questo locale si produce anche la classica Torta Russa), due hanno catturato l’attenzione. Il risino (che in altre parti si chiama “Cestino di Riso” o anche “Budino di Riso”) e una riproduzione della mitica Girella. Il piacere dei sapori d’infanzia, i ricordi. Il risino ha una morbida pastafrolla al burro, il contenitore ideale per ospitare riso cotto nel latte, e crema. Piacevole aprire “il coperchio” come fosse un cestino da picnic e lasciarsi tentare dalla consistenza di quel riso, morbido e saporito.
Sapori decisamente più forti, tanta dolcezza ma non stucchevole, nella girella, un dolce dove è il pistacchio a dominare, anche nella glassa esterna, mentre all’interno rivela una morbida consistenza di zabaione e cioccolato. Un prodotto equilibrato, piacevole anche per la prima colazione.
E poi c’è la Torta Giulietta: un marchio di fabbrica, come la “Romeo”, per celebrare i concittadini più famosi della storia. Preparatevi a fare mille briciole di questo dolce che cattura subito per il profumo e poi per i sapori: si sentono le mandorle, le uova e il burro, si sgranocchia lo zucchero, le scaglie di cioccolato fondente si accostano bene al soffice pan di spagna. Una vera storia d’amore.
Ed ecco le nostre pagelle
Voto al locale: 7
Ci si sente come a casa: la pasticceria è rimasta alle sue origini, due archi che ricordano i Portoni della Brà, il lungo bancone risistemato ma mai sostituito, la vetrina piena di golosità.
Voto alla pasticceria: 7,5
Nella pasticceria fresca c’è la voglia di evolversi, avvicinandosi anche a produzioni sempre più ricche come da tendenza, specialmente in città dall’elevato flusso turistico. La qualità è elevata, le creme sono saporite ma non pesanti.
Voto allo scontrino: 7
Prezzi in linea con altre realtà di differenti città, considerando che il costo medio della piccola pasticceria varia dagli 1,20 agli 1,60 euro. Anche gli 8 euro per un dolce da portare a casa o come regalo sono un prezzo sostenibile.

