cinquanta clienti truffati, usava i soldi per viaggi, ristoranti e auto di …
Affidabile. Sicuro. Dal 2012. Scambia Crypto Iscriviti per ottenere uno sconto sulle commissioni di trading!
Come in una catena di Sant’Antonio circa 50 persone sono finite, una dopo l’altra, nella rete della sedicente consulente finanziaria Cecilia De Angelis. Da quando si è saputo che lo scorso maggio la 49enne romana, con studio ai Parioli, è finita in carcere, stanno spuntando come funghi clienti che denunciano di essere stati truffati da lei. In nove si sono rivolti all’avvocato Fabrizio Consiglio, che ha raccolto le loro querele presentandole alla Procura capitolina. Gli investimenti indebitamente incassati dalla “Madoff romana” ammontano a circa 1,5 milioni di euro. Soldi che la donna autoriciclava – come emerso dalle indagini del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza – per investirli in buoni fruttiferi alle Poste, pagare l’affitto dell’appartamento in via Paolo Frisi in cui abitava e che fungeva da studio, per viaggi, cene in ristoranti costosi, acquistare auto di grossa cilindrata, tra cui una Bmw X1 e un’Audi Q5 sequestrate dalle Fiamme gialle.
Roma, vende quattro Rolex a 360mila euro: ma le banconote incassate erano false. L’ultima truffa
L’ispirazione sul web
Il modello della truffa lo aveva reperito sul web, tra quelli che si ispirano al classico “schema Ponzi” utilizzato dal banchiere statunitense Bernard Madoff, arrestato nel 2008 per un raggiro da 65 miliardi di dollari. Sulla stessa scia, a Roma, ci sono stati i broker Gianfranco Lande e Massimo Bochicchio, famosi per aver truffato decine di vip: il primo fu condannato in via definitiva nel 2015 a 7 anni; il secondo morì il 19 giugno 2022 in un incidente stradale proprio mentre aveva preso il via il processo di primo grado nei suoi confronti. Cecilia De Angelis proponeva contratti di pronti contro termine o polizze assicurative sulla salute, promettendo tassi di rendimento trimestrale del 6-7%; nonostante il 25 luglio 2019 l’Ocf l’avesse radiata dall’albo dei consulenti finanziari. Raccoglieva i capitali e rimborsava gli interessi solo a quei pochi che glieli chiedevano. Si procacciava i clienti tramite il passaparola di amici, parenti e vicini di casa, spacciandosi per una dirigente di Banca d’Italia o delle assicurazioni Generali (ma ovviamente non era così). L’indagine condotta dal pm Mario Dovinola è partita dalla denuncia presentata da due coniugi, ai quali la 49enne avrebbe sottratto 400mila euro, e dai controlli antiriciclaggio della Finanza. I primi di dicembre 2023 era finita ai domiciliari per truffa, abusivismo finanziario e autoriciclaggio. Ma nei mesi successivi ha continuato a esercitare la sua attività truffaldina, usando il telefono e il conto corrente intestati al suo legale, uscendo anche di casa per procacciarsi nuovi clienti. Per questo il 13 maggio scorso i finanzieri del nucleo valutario, insieme ai colleghi della sezione di polizia giudiziaria della Procura capitolina, hanno dato esecuzione a un aggravamento della misura cautelare per nuove ipotesi di abusivismo finanziario ed evasione dai domiciliari.
Le vittime
Cristina B., residente in zona Mezzocammino, racconta nella denuncia: «Si presentava a casa mia e di mio marito il 22 febbraio 2024, dopo essere stata anche dalla nostra dirimpettaia e da altre persone del nostro condominio con le quali, abbiamo scoperto successivamente, aveva sottoscritto investimenti». Tra questi c’è Maurizio R.: «Me l’ha presentata un’inquilina del mio condominio nel luglio 2022. Si era presentata a casa mia mostrandomi un suo biglietto da visita che la qualificava come dipendente della Banca d’Italia, precisamente direttore Marketing e gestore Relazioni esterne». Al signor Generoso G. aveva addirittura esibito una finta brochure intestata a Bankitalia.
Una delle prime clienti è la signora Ornella M., che aveva conosciuto la broker nel 2017, tramite un’amica (alla quale l’aveva consigliato sua madre, e a quest’ultima il medico di famiglia). «Mi propose 4 assicurazioni infortuni, con copertura anche per i tamponi ed eventuali ricoveri per il Covid-19. Spaventata dalla pandemia, mi convincevo a sottoscrivere tale polizza di cui non mi ha mai rilasciato una copia (…) Nel maggio 2024 contattavo l’avvocato Alessandro De Propris (indagato anche lui, ndr) per avere notizie e mi comunicava che Cecilia De Angelis era in stato di arresto. In quell’occasione negava anche di essere quell’Alessandro De Propris a cui facevo il bonifico mensile di 300 euro». «Il 16 maggio scorso la mia dirimpettaia si presentava a casa per informarmi che Cecilia De Angelis era stata arrestata – si legge nella querela di Massimo P. – Ne sono seguite notti insonni per la vergogna di essere stato truffato e per la rabbia di aver perso i miei soldi». Quando aveva cercato di recedere dal contratto, la “Madoff romana”, «dopo varie discussioni in cui mi diceva che stavo commettendo un errore – ha spiegato l’uomo – mi comunicava che avremmo solo dovuto aspettare i tempi tecnici e burocratici per la restituzione delle somme».
Valentina D. ha bonificato le somme direttamente sul conto corrente della De Angelis. «Alla mia richiesta di chiarimenti – ha precisato nella denuncia – mi aveva risposto che era una consulente di Banca d’Italia e pertanto i tassi erano agevolati in quanto fatti per clienti privilegiati che dovevano versare i soldi direttamente sul conto personale dei consulenti». Quando la sua banca la contattò per avere delucidazioni sul bonifico sospetto, su specifica indicazione della broker, rispose con la seguente bugia: «Si tratta di rapporti interpersonali con mia cugina Cecilia De Angelis».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

