Celiachia: la guida per vacanze e viaggi senza ansie. In molti Paesi il glu…
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diElena Meli
Come trovare i ristoranti «attrezzati» e qualche consiglio per chi viaggia in aereo, treno e traghetto. La Guida dell’Associazione italiana celiachia (Aic) con i locali sicuri e le frasi utili tradotte in varie lingue
Celiachia e vacanze possono andare d’accordo: mangiare fuori casa per chi non tollera il glutine può essere fonte di ansia, ma con qualche accortezza ci si può godere le ferie senza problemi.
La guida completa
Lo sottolinea l’Associazione italiana celiachia (Aic) che in vista dell’estate ha stilato alcuni consigli. Come infatti specifica Rossella Valmarana, presidente Aic: «Un viaggio in una località nuova con cibi tradizionali che non si conoscono, il cambio di ritmi e abitudini sono elementi che possono essere stressanti per una persona celiaca. In vacanza quando si mangia fuori è fondamentale sapere di poter scegliere piatti senza glutine in sicurezza. Per questo Aic rinnova l’impegno ad ampliare l’offerta di esercizi aderenti al programma Alimentazione Fuori Casa senza glutine, che mette a già disposizione una Guida con oltre 4mila locali formati sulla celiachia, riconoscibili attraverso vetrofanie sulle vetrine».
Scorta e precauzioni in viaggio
Se non è possibile andare in un locale della Guida, non si deve rinunciare al ristorante ma informare il personale degli ingredienti che non si possono consumare e, nel dubbio, evitare di ordinare piatti «a rischio».
Lo stesso vale mentre si è in viaggio su treni, traghetti, aerei o in autostrada: oltre a controllare sul sito www.celiachia.it quali compagnie abbiano collaborazioni con Aic per garantire ai celiaci pasti sicuri, se ci si sposta in aereo o in traghetto è bene informarsi prima della possibilità di pasti gluten-free, che molte compagnie garantiscono ed è però opportuno richiederli al momento della prenotazione o almeno una settimana prima della partenza, confermando sempre al momento del check-in nel caso dei voli. La Celiac Disease Foundation statunitense aggiunge tuttavia che è sempre meglio portare con sé cibo sicuro come scorta, per esempio barrette, snack, frutta a guscio, o magari anche pezzetti di formaggio, frutta fresca e verdura, avendo cura di controllare se sia possibile portarli a bordo e semmai chiedendo al medico una lettera che possa giustificare il trasporto di cibo.
Frasi e siti utili
Quando si viaggia all’estero è utile sapere, come sottolinea Aic, che anche in Europa e Stati Uniti la dicitura senza glutine si riferisce a un contenuto inferiore a 20 parti per milione, ovvero 20 mg di glutine per chilo di alimento; per trovare luoghi dove mangiare in sicurezza ci si può affidare alle associazioni o società scientifiche del Paese che visiteremo (nel Regno Unito: coeliac.org.uk; negli Usa: celiac.org) o, in Europa, fare riferimento all’Association of European Coeliac Societies (aoecs.org) che oltre a dare consigli utili su dove mangiare e fare acquisti gluten-free in Europa riporta anche frasi utili sulla celiachia tradotte in tutte le lingue.
Piatti tradizionali del mondo senza glutine
A volte non serve cercare le versioni gluten-free dei piatti, perché viaggiando si incontrano ricette della tradizione locale che sono di per sé prive di glutine e consentono di mangiare cibi freschi, non processati, in tutta sicurezza.
Lo sottolinea un documento della Celiac Disease Foundation statunitense, che invita i viaggiatori celiaci a esplorare le tradizioni culinarie straniere perché sono spesso fonte di piacevoli sorprese: nel Sud-Est asiatico, per esempio, i piatti a base di riso o spaghetti di riso, ma anche quelli a base di cocco, sono naturalmente senza glutine e lo stesso vale per i ceci e i diversi tipi di curry tipici della cucina indiana. In Sudamerica fagioli, mais e prodotti a base di tapioca sono, oltre al riso, la base per la maggioranza delle ricette e questi Paesi sono perciò una destinazione «facile» per i celiaci; in Africa e Medio Oriente si può puntare su piatti della tradizione a base di teff, lenticchie, miglio e cassava, fonti di amidi molto diffuse e sicure.
Qualche cautela in più serve invece in Giappone e Corea: riso, pesce e carne delle ricette tipiche sono senza glutine, ma molti condimenti contengono salsa di soia e questa non sempre è gluten free, meglio chiedere il tamari che invece lo è. Da evitare udon e ramen, a base di grano, mentre si possono invece mangiare i noodles tradizionali di soba, che sono a base di grano saraceno e, a dispetto del nome, privi di glutine.
Per non incappare in guai, comunque, gli esperti raccomandano anche di portare con sé le cosiddette «carte del celiaco», in pratica la traduzione in diverse lingue di ciò che non si può mangiare e delle frasi di cui potremmo aver bisogno quando siamo seduti al ristorante all’altro capo del mondo.
E per il gelato?
Il gelato è sempre a prova di celiaco? Come spiegano gli esperti di Aic «non solo il cono deve essere senza glutine: latte, yogurt, zucchero e uova sono permessi, ma il gelato può contenere ingredienti a rischio perché trasformati come i semilavorati, le basi pronte, le guarnizioni e le decorazioni. Inoltre le gelaterie, come gli altri locali, devono seguire procedure precise per evitare contaminazioni da glutine durante la preparazione e il servizio».
Le gelaterie a prova di celiaco, in Italia, sono raccolte nella Guida del programma Alimentazione Fuori Casa di Aic, disponibile in versione cartacea, sul sito www.celiachia.it e sull’app Aic mobile, costantemente aggiornata con la mappa dei locali gluten free e dei negozi dove acquistare cibo senza glutine, oltre che con il prontuario degli alimenti. Quest’ultimo può aiutare a trovare anche i gelati confezionati più sicuri.

