Il legame tra vino, cultura e convivialità: l’eredità di Mario Soldati a Vinitaly.Usa
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Il racconto del vino come veicolo di identità, cultura e connessione sociale, ispirato alla modernità visionaria di Mario Soldati: è il tema centrale di “The Mario Soldati Experience. Why Great Wine Needs Great Story” che ha debuttato a New York, evento speciale inserito nel roadshow organizzato in occasione del 120° anniversario dalla nascita del celebre scrittore e regista – a Vinitaly.Usa, la kermesse di Veronafiere e Ice Agenzia, che ha riunito 300 aziende e 1.000 buyer nel mercato n. 1 del vino italiano. Il legame tra Soldati e gli Stati Uniti nasce da lontano: tra il 1929 e il 1931 insegna negli Stati Uniti, alla Columbia University, e da quell’esperienza ricava “America primo amore”, un libro in cui il racconto di un altro mondo diventa, di riflesso, un modo per interrogare il proprio.
Il panel ha riunito protagonisti di primo piano del settore vitivinicolo: da Chiara Soldati, Cavaliere del Lavoro e ceo di La Scolca – promotrice, insieme all’Associazione Mario Soldati, dell’iniziativa – a Claudio Pagliara, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, fino a Giulio Pastorelli, Console Generale d’Italia a New York: al centro dell’incontro le nuove sfide della promozione del made in Italy sul mercato americano. A moderare il panel è stata Silvia Baldini, food writer, chef professionista e autrice.
Chiara Soldati ha aperto il dibattito rendendo omaggio allo scrittore, regista e giornalista: “Mario Soldati era un uomo profondamente curioso della vita, della natura e della televisione: è stato il primo in assoluto a raccontare il vino e il suo territorio con un approccio pionieristico. Era un narratore capace di valorizzare tutte le regioni, non soltanto quelle più famose”. Chiara Soldati ha inoltre sottolineato il profondo legame dell’autore con gli Stati Uniti, dove sposò una giovane donna americana: “provenendo dal rigoroso contesto culturale piemontese, negli Stati Uniti trovò un senso di libertà capace di ispirarlo”. Nella visione di Soldati, il vino trascende la sua natura di semplice bevanda alcolica per diventare una celebrazione della vita, un rituale come l’aperitivo e occasione di relazione sociale.
Il dibattito ha evidenziato la necessità cruciale di una collaborazione strategica tra istituzioni e imprese, in particolare attraverso la sinergia tra Veronafiere e Ita (Italian Trade Agency). Nel corso del panel, Giulio Pastorelli, Console Generale d’Italia a New York ha approfondito la distinzione ed integrazione fondamentale tra storia materiale e immateriale: “il Made in Italy non è un singolo elemento, ma una combinazione complessa di numerosi fattori. Oggi è fondamentale mettere in relazione scienza, arte, cultura e produzione. Anche il prezzo del vino deve essere giustificato da questo valore immateriale e dalla storia che porta con sé”.
Il riconoscimento Unesco della cucina italiana è stato citato come elemento cardine di questo racconto, nel quale il vino italiano si distingue come un vero e proprio “protagonista” del territorio, sinonimo di identità e impegno. In merito ai temi legati alla salute, gli interventi hanno ribadito l’importanza di promuovere la Dieta Mediterranea e il consumo moderato, richiamando la cultura gastronomica francese per sottolineare come l’attenzione debba rimanere concentrata su uno stile di vita equilibrato.
“C’è ancora moltissimo da imparare da un regista e scrittore visionario come Soldati – ha detto il giornalista e Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, Claudio Pagliara , che ha sottolineato l’attualità senza tempo del suo celebre “Viaggio nella Valle del Po” – oggi, con la promozione del vino sempre più orientata verso i social media, la sua lezione è più attuale che mai. Le piattaforme digitali richiedono brevità, ma il racconto deve mantenere un livello di eccellenza, proprio come il vino che descrive”.
Il panel si è concluso con uno sguardo strategico al futuro del mercato. Silvia Baldini ha analizzato l’evoluzione del rapporto tra il vino e le nuove generazioni, mentre Claudio Pagliara ha delineato modalità concrete per avvicinare i giovani consumatori al mondo del vino, in Usa e non solo. Il messaggio centrale emerso dal confronto è stato quello dell’adattabilità: i produttori italiani devono saper rispondere ai cambiamenti del mercato e all’evoluzione della percezione dei consumatori, avvicinandosi ai gusti delle nuove generazioni senza perdere autenticità e profonde radici nel territorio.
Il roadshow dedicato al 120° anniversario della nascita di Mario Soldati si concluderà il 18 novembre all’Istituto Italiano di Cultura di Londra.
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