McDonald’s, l’inflazione chiude lo stomaco: la domanda cala per la prima volta dal 2020
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Le vendite di McDonald’s sono in calo dell’1% per la prima volta da quattro anni a questa parte
McDonald’s per la prima volta dal 2020 ha registrato un calo della domanda. Il motivo, secondo gli analisti, sarebbe da impuntare all’inflazione e all’aumento del prezzo per hamburgher, patatine fritte, nuggets e bevande. Rispetto all’anno scorso le vendite sono calate dell’1% nell’ultimo trimestre che si è concluso a giugno. I ricavi, invece, sono rimasti stabili a 6,49 miliardi di dollari. Cala però il profitto netto a 2,02 miliardi di dollari (-12%) e sotto le attese degli analisi.
I consumatori, spiega il CEO di McDonald’s, Chris Kempczinki, “sono molto più selettivi nella spesa”. I risparmi accumulati durante la pandemia di Covid sono finiti e poi bisogna considerare i conflitti a livello globale, in primis in Ucraina e Gaza. Bisogna comunque dire che a livello internazionale le vendite calano anche in Paesi come Cina e Francia.
Le azioni di McDonald’s dall’inizio dell’anno hanno perso il 15% per poi risalire di quasi il 4% con il lancio del “meal” a cinque dollari a causa delle proteste dei consumatori. Joe Erlinger, presidente di McDonald’s USA, in una lettera aperta aveva ammesso che il costo medio del Big Mac Meal era aumentato del 27% rispetto al 2019 (9,29 dollari) ma amnche che alcuni prezzi di prodotti presenti nel menù erano stati superati dall’inflazione.

