• Socialibro.it
  • Invia storia
  • Storie recenti
  • Storie popolari
  • Negozio
  • Termini
  • Contatto
  • Login
In voga

Sorry, no trending stories at the moment.

Creste sui viaggi per l’Italia, mediatori abusivi, bengalesi che diventano …

1
marco29 2 anni fa inViaggi e Turismo 0

Affidabile. Sicuro. Dal 2012. Scambia Crypto Iscriviti per ottenere uno sconto sulle commissioni di trading!


Centinaia i ricorsi presentati al Tribunale amministrativo regionale da molti cittadini bengalesi, attraverso l’aiuto di connazionali: da giugno scorso a oggi sono stati praticamente vinti tutti e hanno permesso a tanti di guadagnare un titolo legale per rimanere a lavorare sul territorio. 


Lavoro e affari

È la prospettiva di un impiego, un guadagno, uno stipendio per mandare a casa soldi, a muovere verso l’Italia migliaia di bengalesi quasi tutti uomini, di una comunità laboriosissima (le cui rimesse di denaro in patria hanno superato nel 2022 gli 84 milioni di euro), unita che a Venezia e a Mestre trova lavoro nei cantieri navali e nei servizi al turismo. Oggi molti sono imprenditori a capo di oltre un migliaio di attività, negozi di souvenir, banchetti, mini market e bar che in vent’anni nel Comune sono passati da 20 a 1.041.

Negli ultimi periodi (2020-24) sono aumentati Caf e uffici di trasferimento del credito in patria (money transfer) che offrono servizi ai connazionali sia per farli venire in Italia che poi per ricongiungerli ai parenti che arrivano qui, un passaggio questo che richiede tempo. Ottomila i residenti registrati nel Comune di Venezia ad oggi; almeno il doppio i presenti, secondo quanto si apprende da fonti interne alla comunità. I bengalesi non hanno alcun interesse a venire da irregolari: il loro viaggio è legato a una prospettiva di lavoro e business, un po’ alla volta e attraverso percorsi che richiedono perseveranza, sacrifici e impegno, in un progetto di riscatto per migliorare le condizioni di vita per sé e i propri cari.

Il viaggio e gli appoggi

I bengalesi si affidano a connazionali per arrivare in Italia, i quali spesso, a fronte della fiducia e delle migliaia di euro cedute pur di rientrare in una quota di manodopera che un’impresa italiana chiede all’estero, dicendo di aver bisogno di lavoratori, non si fanno alcun problema a sfruttare l’occasione per truffarli. Da un lato c’è chi accetta di pagare, dall’altro più di qualcuno intasca, trovando connivenza per organizzare la tratta di uomini (presunta manodopera) negli ambienti criminali. Così si fanno partire i bengalesi con una richiesta regolare, e quando arrivano qui li si abbandona come persone fuori regola. A Venezia, chi ha dovuto aiutare i compaesani per liberarli da una clandestinità non voluta, spiega come questo avviene. Presunti datori di lavoro, talvolta ladri di partite iva altrui, chiedono a mediatori abusivi una quota di lavoratori dal Bangladesh, ad esempio in vista della stagione o per le raccolte nei campi.

Vita ritirata

Cinquanta, cento, duecento persone, a volte anche di più. Così ottengono una lista di nomi pronti a partire e il nullaosta necessario. Una volta arrivati qui i bengalesi richiesti però non trovano nessuno ad accoglierli: del datore di lavoro che se li dovrebbe portare in prefettura per fargli avere il primo ingresso, non c’è neanche l’ombra. E si ritrovano “clandestini”. C’è chi chiede aiuto, ma lo fa rivolgendosi ancora ai propri compaesani. A Venezia sono state avviate cause e, come si diceva centinaia di ricorsi al Tar sono stati vinti permettendo di sanare le situazioni. Altri restano irregolari e probabilmente riescono a trovare un impiego lo stesso perché di braccia operative le imprese italiane hanno disperatamente bisogno e perciò assorbono anche chi, da disperato, si offre e accetta di condurre una vita da “persona fantasma”. Senza residenza, senza casa, spendendo solo per un letto dove appoggiarsi (non per una camera) in appartamenti sovraffollati e mandando tutto quello che guadagna in patria.

L’insediamento 

L’andamento delle rimesse calcolato dalla Banca d’Italia, dalla provincia di Venezia al Bangladesh dal 2005 al 2023, racconta l’impegno di un progetto di migrazione inizialmente legato a mettere le famiglie d’origine economicamente al sicuro, in uno dei Paesi più poveri al mondo, e successivamente a insediarsi in modo definitivo da cittadini in europei. Otto milioni le rimesse veneziane in Bangladesh nel 2006, 20 milioni nel 2009, 40 milioni nel 2017, 54 milioni nel 2021, 84 nel 2022 (tutto sotto indagine di questura e finanza). E i conti tornano: se diecimila bengalesi trasferiscono ognuno 700 euro a testa al mese, in un anno partono da qui 70 milioni in un anno. La comunità nella nostra provincia conta persone giovani, uomini in età attiva che, quando sono pronti a tagliare il cordone con la madrepatria, investono qui o vanno a stanziarsi nei Paesi vicini. Il dato estero dice che in Europa la prima comunità di bengalesi è quella italiana.



Link alla fonte

  • Facebook
  • Twitter
  • Pinterest
Report Story

Related Stories

  1. 800 km e addio ansia da autonomia
  2. Viaggiare con una disabilità: ostacoli, accessibilità e diritti
Tags :abusivi, bengalesi, che, Creste, diventano, lItalia, mediatori, sui, viaggi

Seguici

  • facebook

Categorie di storie

  • Affari e Finanza
  • Arte e Cultura
  • Automobili e Motori
  • Cucina e Ricette
  • Educazione e Apprendimento
  • Intrattenimento e Tempo Libero
  • Libri e Letteratura
  • Moda e Lifestyle
  • Musica e Spettacolo
  • Notizie e Attualità
  • Prodotti e Recensioni
  • Salute e Benessere
  • Scienza e Ambiente
  • Sport e Fitness
  • Tecnologia e Innovazione
  • Tecnologie dell'Informazione
  • Viaggi e Turismo
  • Video e Multimedia

Tag di tendenza

Tag

Agenzia web Biella Agenzia web Chioggia Agenzia web Foggia Agenzia web Grosseto Agenzia web Livorno Agenzia web Naples Agenzia web Perugia Agenzia web Pistoia Agenzia web San Remo Agenzia web Seregno Agenzia web Trento Creazione siti web Biella Creazione siti web Chioggia Creazione siti web Cosenza Creazione siti web Foggia Creazione siti web Grosseto Creazione siti web Livorno Creazione siti web Naples Creazione siti web Perugia Creazione siti web Pistoia Creazione siti web Seregno Creazione siti web Trento Progettazione Web Biella Progettazione Web Chioggia Progettazione Web Cosenza Progettazione Web Grosseto Progettazione Web Livorno Progettazione Web Naples Progettazione Web Perugia Progettazione Web Pistoia Progettazione Web San Remo Progettazione Web Seregno Progettazione Web Trento Web Design Biella Web Design Chioggia Web Design Foggia Web Design Grosseto Web Design Livorno Web Design Naples Web Design Paderno Dugnano Web Design Perugia Web Design Pistoia Web Design San Remo Web Design Seregno Web Design Trento
  • Invia storia
  • Termini
  • Politica sulla riservatezza
  • Chi Siamo – Scopri Socialibro.it
  • Contatto
Copyright 2026.
Socialibro.it
Accedi Registro

Accedi

Password persa

Registro

Password persa