Viaggi di istruzione, campus e gite scolastiche: le spese sono detraibili
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Con l’avvio del nuovo anno scolastico riparte anche la programmazione dei viaggi di istruzione, delle visite guidate e dei campus. In alcune istituzioni scolastiche le prime attività sono previste già nel mese di ottobre: è il caso, ad esempio, dei campus sportivi o delle iniziative residenziali organizzate all’inizio dell’anno.
È quindi utile ricordare alle famiglie, ma anche agli uffici di segreteria chiamati quotidianamente a fornire informazioni, che le spese sostenute per la partecipazione degli studenti alle gite e ai viaggi di istruzione organizzati dalla scuola possono rientrare tra le spese scolastiche detraibili.
L’art. 15, comma 1, lettera e-bis), del TUIR prevede una detrazione IRPEF del 19% per le spese sostenute per la frequenza delle scuole dell’infanzia, del primo ciclo e delle scuole secondarie di secondo grado appartenenti al sistema nazionale di istruzione. Tra le spese ammesse sono ricomprese anche quelle relative ai viaggi di istruzione e alle gite scolastiche.
Dal 2025 il limite sale a 1.000 euro per studente
Un elemento particolarmente importante per le famiglie riguarda il limite di spesa. Dal 1° gennaio 2025 il tetto massimo sul quale può essere calcolata la detrazione è pari a 1.000 euro annui per ciascun alunno o studente.
Attenzione, però: i 1.000 euro non costituiscono un limite riferito esclusivamente ai viaggi di istruzione. Si tratta del plafond complessivo annuale delle spese di istruzione detraibili. Nello stesso limite possono quindi concorrere, oltre alle gite, anche altre spese scolastiche ammesse, come mensa, assicurazione scolastica e determinate attività finalizzate all’ampliamento dell’offerta formativa.
Pagamento alla scuola: documentazione più semplice
Un aspetto sul quale è opportuno informare correttamente le famiglie riguarda le modalità di pagamento. Quando la quota del viaggio viene versata direttamente alla scuola, il contribuente non deve procurarsi anche una copia della delibera con la quale l’istituto ha approvato l’attività. Resta naturalmente necessario conservare la documentazione idonea a dimostrare il pagamento effettuato.
Per le segreterie questo rappresenta anche un buon motivo per curare con attenzione la descrizione delle causali dei pagamenti relativi a viaggi, visite e campus, in modo da renderne immediatamente riconoscibile la finalità.
Se la famiglia paga direttamente l’agenzia
Diversa è la situazione in cui il pagamento viene effettuato direttamente a un soggetto terzo, ad esempio all’agenzia di viaggi. In questo caso occorre dimostrare che quella spesa è effettivamente collegata a un’attività deliberata dalla scuola. La famiglia dovrà quindi richiedere all’istituzione scolastica un’attestazione dalla quale risulti l’approvazione della spesa nell’ambito delle attività scolastiche.
La distinzione operativa è semplice: pagamento alla scuola, nessuna necessità di acquisire la delibera; pagamento diretto al fornitore, necessità di attestare che l’attività è stata approvata dalla scuola.
Una comunicazione da fare subito alle famiglie
Proprio perché molti istituti stanno già organizzando campus e viaggi per i mesi di ottobre e novembre, può essere utile inserire queste indicazioni nelle circolari rivolte alle famiglie o nelle comunicazioni relative alle modalità di pagamento.
Una piccola informazione fornita all’inizio dell’anno può evitare, a distanza di mesi, richieste di copie di delibere, ricevute o attestazioni e può aiutare le famiglie a conservare fin da subito la documentazione necessaria.
I viaggi di istruzione rappresentano una parte importante dell’offerta formativa. Sapere che anche queste spese possono concorrere alla detrazione fiscale significa offrire alle famiglie un’informazione concreta e tempestiva, proprio nel momento in cui la scuola riparte e iniziano le prime attività fuori dall’aula.
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