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Agnelli diretti al macello, l’agonia del viaggio. Troppe violazioni nei tra…

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marco29 2 anni fa inViaggi e Turismo 0

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diAlessandro Sala 


I controlli alla frontiera tra Italia e Slovenia, diversi i veicoli multati. Le associazioni animaliste: «Violazioni sistematiche di una legge che ha molte lacune, va cambiata al più presto»

Animali ammassati gli uni contro gli altri in condizioni igieniche precarie, movimenti impossibili, altezze troppo ridotte per riuscire a stare in posizione eretta e respirare in modo accettabile, scarsità di acqua,  sistemi di ventilazione insufficienti. Sono solo alcune delle violazioni riscontrate in questi giorni negli accertamenti sui camion che trasportano agnelli dall’Est europeo all’Italia in vista della macellazione. Viaggi di migliaia di chilometri, che possono durare giorni, che aggiungono sofferenze e tormenti per gli animali prima della morte già decisa. Un calvario che molti considerano inutile ed evitabile. A pochi giorni dalla Pasqua, al confine tra Italia e Slovenia, sono stati effettuati dalla polizia controlli su diversi autoarticolati carichi di ovini provenienti da Ungheria, Romania, Slovacchia e Polonia e diretti verso macelli in Toscana, Lazio e Puglia. L’attività delle forze dell’ordine è stata monitorata da squadre di attivisti di Essere Animali, Animals’ Angels, Enpa e Awf, affiancati  da una veterinaria di Eurogroup for Animals. Iniziative che vengono ripetute periodicamente. E anche questa volta il bilancio è stato  sconcertante. 

Dei 20 veicoli monitorati, otto sono stati controllati dagli agenti e quattro conducenti sono stati sanzionati per migliaia di euro per le irregolarità riscontrate.  In un caso sono state accertati ventilazione e sistema di abbeveraggio non funzionanti: l’autista del mezzo si è visto elevare  un verbale per 6.500 euro e gli animali sono stati trasbordati su un altro automezzo, visto che il primo era del tutto inidoneo. Un altro conducente proveniente dalla Romania ha ricevuto invece una multa da 3.300 euro per lo spazio insufficiente sopra alle teste degli animali e, anche in questo caso, per il sistema di abbeveraggio inutilizzabile. All’interno è stato rinvenuto anche un agnellino completamente incapace di reggersi sulle zampe. 

L’insufficiente idratazione è una delle cause di maggiore sofferenza per gli animali che affrontano viaggi estenuanti e che già devono sopportare la costrizione prolungata. In un video girato dagli attivisti si vedono alcuni agnelli che allungano disperatamente il muso e la lingua oltre le sbarre del camion per poter intercettare qualche goccia di pioggia. O che si attaccano ai divisori e alle giunture delle lamiere per potere succhiare l’umidità depositata. Ma quando non piove non c’è neppure questo minimo sollievo. Le immagini indugiano poi sulle le condizioni di estremo disagio che vivono gli animali stipati nei cassoni, con pochissimo spazio a disposizione sia come superficie, cosa che rende di fatto impossibili i movimenti, sia come volume, visto lo spazio limitato tra un pianale e l’altro, con conseguenti ripercussioni sulla circolazione dell’aria e della respirazione.

«Le norme esistenti vengono sistematicamente violate» denunciano le associazioni. E le nuove regole più volte auspicate – anche da raccomandazioni dell’Efsa, l’agenzia europea per la sicurezza alimentare – stentano ad essere approvate. La Commissione Europea ha inserito la revisione della normativa sul benessere animale nell’ambito del Green Deal Ue e della strategia Farm to Fork e a dicembre ha presentato una proposta di riforma, da molti considerata fin troppo prudente, ma che ha già incontrato l’obiezione di molte associazioni e lobby agricole. Il mandato di Ursula von der Leyen è avviato a scadenza e si guarda con attenzione alle elezioni di  giugno per il rinnovo il Parlamento Ue, che potrebbero dare vita ad una maggioranza diversa e meno incline alle politiche di transizione ecologica e di attenzione alla salute degli animali da reddito.  «Noi siamo comunque a disposizione per contribuire a migliorare la normativa e il sistema dei controlli – dicono le associazioni in una nota -, un passo necessario anche a livello nazionale, auspicandoci che il ministero della Salute italiano faccia un passo avanti, fornendo indicazioni precise e stringenti che rendano i controlli omogenei ed efficienti su tutto il territorio nazionale».

 «Nei giorni trascorsi con il team di Essere Animali per monitorare il trasporto degli agnelli – commenta Susanna Blattner, veterinaria di Eurogroup for Animals – ho avuto un’ulteriore conferma della totale insostenibilità di questa pratica. Non solo ho potuto constatare chiare violazioni della legge attuale sul trasporto, come la mancanza di adeguati dispositivi di abbeveraggio e di adeguate misure di sicurezza, ma soprattutto ho riscontrato come le lacune nella legislazione attuale siano la causa diretta di continue sofferenze per gli animali. È necessaria una revisione completa del regolamento vigente sui trasporti di animali vivi e, parallelamente, è necessario iniziare a considerare pratiche più umane e sostenibili dal punto di vista economico e ambientale, come il trasporto di carne e carcasse». Insomma, tanto vale che gli animali vengano macellati sul posto e che ad essere trasportati siano solo i tagli destinati al mercato. 

Come ricorda Essere Animali, ogni anno in Italia si macellano circa 2 milioni di agnelli, 365mila dei quali a ridosso delle festività pasquali. Secondo i dati Eurostat, quelli importati in Italia da altri Paesi Ue sono tati quasi 700 mila.

29 marzo 2024 ( modifica il 29 marzo 2024 | 16:07)

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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Tags :Agnelli, del, diretti, lagonia, macello, nei, tra, Troppe, viaggio, violazioni

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