Va’ Sentiero: l’Italia in 8mila chilometri da percorrere solo a piedi. Racc…
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Ottomila chilometri che attraversano tutta la dorsale montuosa italiana, da Trieste alla Sardegna passando per la Sicilia. Ottomila chilometri che incontrano borghi e boschi, cime e paesaggi, paesi, comunità e culture diverse. Ottomila chilometri che, in un unico percorso, rappresentano il trekking più lungo del mondo. Si chiama Sentiero Italia, lo ha ideato nel 1983 un gruppo di appassionati riuniti nell’Associazione Sentiero Italia e poi lo ha realizzato il Cai, il Club Alpino Italiano.
A riscoprirlo, valorizzando le 365 tappe che lo strutturano e raccontandolo come un percorso da vivere come un unico grande viaggio attraverso l’Italia, ci ha pensato Va’ Sentiero, fondata nel 2019 da Yuri Basilicò che, come si dice in questi casi, come un ispirato visionario immaginò di ridargli linfa e vitalità percorrendolo tutto in un unico, lunghissimo, itinerario a piedi. Da quella spedizione, durata tre anni e interrotta dal Covid, è nata una vera a propria guida digitale ricca di fotografie e di indicazioni su come vivere questo percorso che oggi, grazie al sito Va’ Sentiero permettono a tutti di assaporare un lungo meraviglioso viaggio di scoperta e riscoperta della montagna italiana, dei suoi centri, dei suoi abitanti e delle loro storie.
«Tra il 2019 e il 2021 il team di Va’ Sentiero ha percorso Sentiero Italia per promuoverlo e testimoniare lo stato attuale delle Terre Alte con un approccio contemporaneo – spiega Basilicò che per dare forma al progetto, assieme ai co-fondatori Sara Furlanetto e Giacomo Riccobono, lasciò il lavoro, riunì un piccolo gruppo di volontari e finanziò la spedizione un crowdfunding – Si è trattato di una spedizione sperimentale, basata sul racconto in tempo reale, sulla documentazione completa di ogni tappa e sulla libera partecipazione del pubblico, invitato a camminare insieme al team Va’ Sentiero, come nel film Forrest Gump».
Grazie al ripristino del tracciato da parte delle sezioni del CAI e alla promozione di Va’ Sentiero, oggi questo lungo itinerario montano, un trekking tutto italiano, si può percorrere tappa dopo tappa dall’inizio alla fine dei suoi circa ottomila chilometri. Oppure si può scegliere una tappa e assaporarla fino in fondo, scoprendo località misconosciute, architetture e centri abitati piccoli o piccolissimi, una natura incontaminata da attraversare lentamente, alla ricerca anche del sapore dei suoi cibi più caratteristici. Il sito, infatti, offre una mappa interattiva che permette di accedere alle informazioni dettagliate per ogni singolo luogo attraversato con un semplice clic. «Cliccando sulle regioni si viene indirizzati alle sezioni regionali – spiega Basilicò – che contengono a loro volta le schede delle singole tappe».
Grazie al Cai, che prevede alla manutenzione dei sentieri e alla gestione dei rifugi alpini e dei bivacchi d’alta quota, queste tappe si percorrono su sentieri sicuri e segnalati. La regione da cui inizia, il Friuli-Venezia Giulia, si attraversa per esempio in 21 tappe per 408 chilometri, toccando località come Lazzaretto, Machina, Alban, Rifugio Pelizzo, ma scoprendo contemporaneamente tutto ciò che c’è da sapere sul piatto caratteristico di queste zone, il Frico. L’ultimo tratto, invece, si snoda dal sud al nord della Sardegna: 32 tappe per 667 chilometri, che partono da Villasimius e arrivano a Capo Testa. «Non distante dalla tappa finale-iniziale del Sentiero Italia, nell’istmo di Capo Testa, c’è la Valle della Luna, una meravigliosa vallata che si apre tra enormi massi granitici, la vegetazione mediterranea e le acque cristalline. Qui – sottolinea Basilicò ricordandoci che il cammino è anche un modo per conoscere le comunità che li abitano – ormai da decenni, è stanziata una comunità hippy che vive in libertà in mezzo alla natura, dentro a suggestive grotte o fra i boschi. La straordinaria e quasi surreale bellezza del luogo è impreziosita da installazioni artistiche e dalla presenza di personaggi originali, pronti a condividere un momento di pace, raccontando magari la propria storia».
In mezzo lo spartiacque rappresentato dagli Appennini tosco-emiliani, «una dorsale infinita, lungo cui si nascondono gioielli preziosi, foreste secolari e luoghi della letteratura, eremi e rifugi partigiani»; i territori condivisi tra Abruzzo e Lazio, dove «tre gruppi montuosi (Monti della Laga, Gran Sasso e Majella) si susseguono formando uno dei maggiori polmoni verdi d’Europa, la pastorizia e il brigantaggio hanno fatto per secoli la storie di queste lande che, nonostante l’abbandono, ancora oggi costituiscono un mondo a sé stante, appartato nel pieno centro dell’Italia»; le estreme propaggini montagnose della Puglia, «il Tacco d’Italia si innesta nell’Appennino attraverso i Monti Dauni. Da lì si estende una regione che contiene al suo interno un’infinità di scenari – dalle Murge al Tavoliere delle Puglie, dal centro labirintico di Sant’Agata a quello barocco di Lecce, dagli uliveti secolari al mare salentino»; fino ai paesaggi siciliani, «attraversare il cuore della Trinacria è un’esperienza sensoriale dentro una terra dall’anima barocca, ricca come nessun’altra di volti, piatti e paesaggi: dalle distese fumose dell’Etna alle colonne di Segesta, dai megaliti dell’Argimusco alla rocca di Erice. Pare a volte camminando d’essere testimoni d’un mondo in estinzione, come in bilico sull’orlo dell’esistenza». Un’Italia da scoprire camminando.

