«Ecco come faccio viaggiare insieme perfetti sconosciuti e li trasformo in …
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Lo ha provato sulla sua pelle: i contatti mediati da un telefono o da un social sono importanti, ma non potranno mai sostituire l’incontro con gli amici, faccia a faccia. Alessio Di Nucci, 32 anni, è cresciuto a Taranto, davanti al mare, ma da una decina di anni si è trasferito ad Alessandria per lavoro (è un impiegato statale). «Quando sono arrivato al Nord, ero completamente solo. Anche se mantenevo i legami con i miei amici pugliesi, sentivo la necessità di una nuova cerchia di persone con cui ritrovarmi e divertirmi».
All’inizio, Alessio – che balla latino americano – ha puntato su discoteche e palestre, poi, dal momento che ha sempre amato viaggiare, è partito per un’esperienza con WeRoad, il brand che organizza viaggi per piccoli gruppi e cerca di creare connessioni tra persone, anche – fino a quel momento – sconosciute. Gli è piaciuto così tanto, che ha iniziato a collaborarci ed è diventato un coordinatore. La sua «missione» è quella di riuscire ad abbattere le barriere fra gli sconosciuti, per aiutarli a riscoprire il piacere di stare insieme, senza alcuna finalità, se non quella di trascorrere del tempo di qualità.
Chi sono le persone che hanno più bisogno di una «spinta» per riconnettersi con gli altri?
«Persone che hanno bisogno di evadere dalla quotidianità, che vogliono fare nuove amicizie, che non vogliono o non possono partire con il loro storico gruppo di amici. E ci sono anche i 30 o 40enni che non si sono ancora “accasati”: talvolta sentono di attraversare una fase della vita in cui la società, talvolta molto giudicante, li fa sentire “sbagliati”, e non riescono a dare un significato alla propria esistenza, un fine. Che, a mio parere, dovrebbe essere la ricerca del benessere, con o senza una persona accanto».
Questi viaggi aiutano a trovare un partner?
«Se succede, perché no? Ma non è certo questa la loro finalità: le relazioni sentimentali non devono essere imposte dalla società. Nei gruppi che organizzo, cerco di valorizzare la bellezza della reciproca conoscenza, dell’amicizia, del contatto diretto e non mediato dalla tecnologia».
E ci riesce?
«Io torno sempre a casa pieno di meraviglia, carico e felice. I viaggi sono terreno fertile per la nascita di amicizie forti: io conosco persone in ogni città».

