Auto, emissioni da ridurre del 90% entro il 2035: tutti i punti dell’intesa Francia-Germania per rilanciare l’industria europea
Affidabile. Sicuro. Dal 2012. Scambia Crypto Iscriviti per ottenere uno sconto sulle commissioni di trading!
L’accordo punta a proteggere l’industria automobilistica europea con maggiore flessibilità sulle emissioni e un rafforzamento del «Made in Europea»
Francia e Germania hanno raggiunto un accordo per rivedere gli obiettivi di riduzione delle emissioni delle auto dal 2035 e per rafforzare il «made in Europe». Vediamo cosa prevede e come potrebbe cambiare la normativa, se la proposta franco-tedesca dovesse andare in porto.
Il motore a scoppio sopravviverà oltre il 2035?
La proposta originaria della Commissione europea prevede che, a partire dal 2035, i costruttori di automobili dovranno rispettare un obiettivo di riduzione delle emissioni allo scarico del 90%, mentre il 10% rimanente dovrebbe essere compensato. L’accordo franco-tedesco invece prevede che i produttori riducano le proprie emissioni di CO2 del 90% entro il 2035, ma non saranno tenuti a compensare il restante 10%. L’approccio è sostanzialmente in linea con le richieste delle case automobilistiche tedesche. L’obiettivo è favorire un passaggio all’elettrico più graduale, senza far sparire del tutto i motori a combustione.
Cosa prevede l’accordo sul «Made in Europe»?
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha ottenuto criteri più stringenti sul «Made in Europe», ovvero la preferenza europea. L’accordo definisce un aumento progressivo tra 2028 e 2034 delle quote di componenti che dovranno essere prodotti in Europa e stabilisce che incentivi pubblici, aiuti all’acquisto e appalti pubblici debbano essere riservati ai veicoli che rispecchiano questi requisiti. Il concetto di «Made in Europe» è stato introdotto dalla proposta della Commissione europea sull’Industrial Accelerator Act, ma i confini geografici di questa preferenza sono al centro di un forte dibattito tra i Paesi membri.
Quali componenti dovranno essere prodotte in Europa?
Nel documento si legge che per il biennio 2028-2029, le auto dovranno essere assemblate in Europa, con almeno il 70% del valore dei componenti prodotto localmente, escluse le batterie. Almeno il 10% delle batterie dovrà integrare tre componenti principali prodotti in Europa, comprese le celle. È prevista inoltre la produzione nell’Ue di almeno il 50% dei componenti della propulsione elettrica e dei principali sistemi elettronici, oltre a una quota significativa di ricerca e sviluppo. Dal 2030 la quota delle batterie con componenti europei salirebbe al 20%, per arrivare al 70% nel periodo 2032-2034, con requisiti aggiuntivi sui materiali dei catodi e sui sistemi di gestione.
Cosa significa «prodotto in Europa», quali paesi comprende?
La Commissione Ue prevede che la preferenza Ue operi quando sono in gioco fondi pubblici. Per gli appalti, i prodotti provenienti da paesi con accordi commerciali con l’Ue e, in alcuni casi, impegni specifici sugli appalti (es. GPA), possono essere trattati in modo equivalente all’origine Ue. L’accordo franco-tedesco prevede che, per il settore automobilistico, l’etichetta «Made in EU» comprenda i 27 Paesi membri e gli altri partner europei che facevano parte del mercato interno al 1° gennaio 2020. Viene quindi compreso il Regno Unito, che ha ufficialmente lasciato il mercato unico il 31 gennaio 2020.
Cosa cambia per le ibride plug-in?
Per le ibride plug-in con almeno 80 chilometri di autonomia elettrica, Francia e Germania propongono di mantenere invariato fino al 2030 l’attuale fattore di utilizzo elettrico, mentre per i veicoli commerciali leggeri chiedono un periodo di cinque anni per il calcolo degli obiettivi sulle emissioni.
Il documento propone una nuova categoria di veicoli a zero emissioni, quali?
Prevista anche una nuova categoria di veicoli considerati a zero emissioni se alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili e a basse emissioni di carbonio prodotti in Europa, con sistemi di controllo per impedirne l’utilizzo con carburanti non ammessi
Cosa deve succedere perché l’accordo franco-tedesco diventi effettivo?
Per diventare realtà l’accordo franco-tedesco deve ottenere il via libera degli altri Paesi Ue, l’approvazione di una proposta da parte del parlamento europeo e poi l’adozione di un testo finale dopo il confronto tra Commissione, Parlamento e Commissione, sia sulla modifica del pacchetto automotive, sia per quanto riguarda i requisiti sul Made in Europe, tema che rientra nell’Industrial Acceleration Act.


